1970. Debutta su Tiramolla Cattivik, macchia d’inchiostro di Bonvi e Silver che uscendo dalle fogne imita Diabolik. Fallendo sempre nei suoi piani criminosi

Cattivik

«Cattivik è una macchia d’inchiostro. Poco importa cosa sia esattamente; l’importante è che sporchi molto!». Questa la calzante definizione del suo creatore, il grande Bonvi (Franco Bonvicini, 1941-1995), su disegni di Silver (pseudonimo di Guido Silvestri, 1952).
Cattivik è un grassoccio e fallimentare ladro in calzamaglia nera attillata che, grottescamente, richiama Diabolik (ma in realtà la k era pure tipica di Satanik e Kriminal, così come di Paperinik, parodia del criminale in tuta nera in chiave Disney e, al cinema, di Dorellik di Johnny Dorelli).

Criminale fallito

A differenza del criminale delle sorelle milanesi Angela (1922-1987) e Luciana Giussani (1928-2001), i piani di Cattivik falliscono però sempre miseramente.

Cattivik

N’n rispond’ senza il mio avvocat

D’altra parte, il contesto di provenienza, le fogne dove abitata Cattivik e da cui esce di notte saltellando e sghignazzando per compiere i suoi inefficaci misfatti, sono rappresentativi del personaggio, caratterizzato dal troncamento dell’ultima lettera della parola che sta pronunciando con un accento un po’ barese («n’n rispond’ senza il mio avvocat’»).

Cattivik

Cattivik, eroe incompreso

Secondo Bonvi, che voleva «un personaggio per bambini che fosse “cattivo” in maniera dichiarata», a dispetto delle apparenze, Cattivik «contesta (…) la borghesia, la guerra, il sistema in generale. Molto ingenuamente, se vogliamo, ma era l’unico nella stampa per ragazzi». Si tratta quindi di una velata satira sociale e politica, come quella, più evidente, di Alan Ford nello stesso periodo.

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Basta che non faccia (proprio) schifo e si pubblica

Inoltre, ironizzava Bonvi, all’epoca l’editore (ACME) non operava nessun controllo preventivo e «aveva fame di materiale sottopagato e sono rimaste famose le 200 lire in più corrisposte per ogni tavola in cui ci fosse anche il lettering e le 300 per il titolo. Per lui, tutto (purché non facesse proprio schifo) era pubblicabile. Fagocitò dunque anche Cattivik».

Il test del 1965

L’esordio in realtà avvenne cinque anni prima del debutto ufficiale (su Tiramolla nº 14 – anno XVIII 19 luglio 1970, anche se la datazione del personaggio è dichiarata come 1967) su un giornale studentesco modenese in alcune strisce dove Cattivik faceva da antagonista a un gruppo musicale battezzato “I Gatti”, che all’epoca riscuoteva un certo successo nei “tea student’s party” dell’Emilia.

Cattivik

Cattivik e l’Equipe 84

Tra I Gatti c’erano nientemeno che Francesco Guccini, Maurizio Vandelli, Victor Sogliani, Alfio Cantarella e Franco Ceccarelli. Cioè, al netto di Guccini, l’Equipe 84.

Cameo

Nel fumetto c’è anche un curioso cameo. Nell’episodio “Cattivik e il furto del fumetto”, il ladro in calzamaglia penetra infatti nell’abitazione dello stesso Bonvi per rubare delle tavole disegnate nel quale vengono narrate le proprie avventure. Sulla scrivania di Bonvi si può notare una lettera sulla quale sta scritto: “Caro Bonvi, l’ultimo episodio di Cattivik è uno schifo. Se in futuro non migliorerà, si ritenga licenziato. Baci, Martini“. Questo episodio è opera di Silver all’epoca collaboratore di Bonvi.
Da annotare, infine, come alcune espressioni di Cattivik verranno poi reimpiegate da Bonvi per le Sturmtruppen (le espressioni “Yuk” e “Uaz”).

  • MCL Avvocati Associati

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