Anni 60. Nostalgia dei jukebox, quando si sceglievano e ballavano i dischi preferiti e nasceva il Festivalbar con i brani più gettonati

Jukebox

Fenomeno di costume centenario, il jukebox ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento per l’intrattenimento collettivo. Poi, passato di moda, è divenuto oggetto ambito dai collezionisti, usato anche come complemento d’arredo.

Da Happy Days a La Dolce Vita

Tra i modelli di jukebox più ricercati c’è l’Ami Continental del film Ghost (1990), l’Ami I200, che si può osservare ne La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini (1920-1993).
E, ovviamente, il Seeburg HF100G, quello azionato con un pugno da Fonzie in Happy Days (1974).

  • 70-80.it

Prezzi da capogiro

I modelli di Jukebox degli anni ‘50 e ‘60, con  un massimo di cento 45 giri, sono valutati dai 4 ai 12mila euro. Quelli prodotti fino ai primi anni 50, che potevano contenere 24 dischi a 78 giri,  possono valere fino a 15mila euro. Mentre i più rari in buone condizioni, come i Wurlitzer 850 e 950, possono arrivare a valere anche 30mila euro.

Nato nel 19mo secolo

Il primo jukebox comparve al Palais Royale Saloon di San Francisco in California il 23 novembre 1889. L’imprenditore Louis T Glass (1845-1924) che lo installò gli diede il nome di “nickel in the slot player” e solo successivamente assunse quello di jukebox di origine afroamericana.

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Le scatole urlanti

Il fenomeno jukebox esplose nel dopoguerra con la diffusione dei 45 giri, quando i modelli negli Usa venivano installati ovunque, università comprese.
Nell’Italia degli anni ’50, le “scatole urlanti”, come furono definite dai giornali, provocarono una singolare protesta dovuta alla mancanza di monete da 50 e 100 lire. Nacquero quindi i modelli a gettone che cambiava di valore in base alla stagione e agli “umori” del proprietario.

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Le edizioni speciali

Con l’affermazione dei jukebox furono distribuite agli esercenti copie a 45 giri non in commercio, con un artista differente per facciata.

Il Festivalbar

Nel 1964 Vittorio Salvetti (1937-1998)  inventò il Festivalbar, divenuto in breve tempo un grande successo televisivo. Nel programma erano proposti gli artisti più gettonati, neologismo nato in quel periodo, in base alle rilevazioni raccolte da particolari contatori applicati ai jukebox (E.M. per 70-80.it)

  • MCL Avvocati Associati

 

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