1965. Risate garantite con Get Smart, la serie tv parodia dei film su James Bond e l’ispettore Clouseau. Alcuni gadget furono copiati da spie vere

Get Smart

Nel 1965 la NBC propose per la prima volta Get Smart, la serie televisiva comica creata da Mel Brooks (1926) e Buck Henry (1930-2020), con l’intento di capitalizzare il successo delle saghe su 007 James Bond e La Pantera Rosa dell’imbranato Ispettore Clouseau (Peter Sellers,1925-1980).

La folle combinazione

La folle combinazione, come la definì lo stesso Mel Brooks, vedeva protagonista l’Agente 86 Maxwell Smart (Don Adams, 1923-2005) e la collega, poi consorte, Agente 99 (Barbara Feldon, 1933).

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CONTROL

I due facevano parte di CONTROL, agenzia Usa di controspionaggio, opposta all’organizzazione criminale KAOS.

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Il personaggio

Pur essendo maldestro e capace di ficcarsi nelle situazioni più ingarbugliate, Maxwell Smart riusciva sempre a cavarsela, grazie a una buona dose di fortuna.

Cinque Stagioni

Get Smart andò in onda dal 1965 al 1970 per un totale di 138 episodi, prima sulla NBC poi sulla CBS.

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Risate a non finire

L’intento della serie, attraverso il buffo protagonista e gli altrettanto bizzarri personaggi che la popolavano, era di mettere alla berlina tutti i luoghi comuni tipici dei film di spionaggio.

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Il telefono-scarpa

Il gadget più diffuso di Get Smart, il telefono, si trovava nascosto nei luoghi più disparati, come nella suola delle scarpe. Maxwell Smart era, infatti, costretto a rispondere togliendosi la calzatura, per poterla poggiare all’orecchio. Si racconta che il telefono-scarpa, ispirò nella realtà congegni simili usati dalle spie.

Sette telefoni

Nell’episodio Satan Place, il nono della prima stagione di Get Smart, il protagonista conversava contemporaneamente su sette telefoni diversi, nascosti nella scarpa, in una cravatta, nella cintura, nel portafogli, in una giarrettiera, dentro un fazzoletto e in un paio d’occhiali. In un’altra occasione, il telefono aveva invece l’aspetto di un tubo da giardino.

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Il capo

Definito semplicemente Il capo (Edward Platt, 1916-1974) di CONTROL, ma pare che il suo nome fosse Thaddeus, aveva il compito di impartire gli ordini ai fidati agenti 86 e 99.

La Luna

I tre a volte s’incontravano addirittura sulla Luna, per evitare d’essere spiati. In un episodio, Il capo si lamentava per l’imminente arrivo dell’Apollo 11, che avrebbe reso il luogo meno sicuro.

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Il cattivo

Come in tutte le vicende di spionaggio che si rispettino, anche in Get Smart c’era il cattivo di turno: Ludwig Von Siegfried (Bernard Kopell, 1933), vicepresidente del KAOS. L’attore sarebbe poi diventato famoso per il ruolo di dottor Adam Bricker nella serie tv Love Boat.

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Il cast

Del cast, ovviamente sui generis, facevano parte il pedante androide Hymie the Robot, Imene nell’edizione italiana (Richard Gautier, 1931-2017),  l’Agente 13 (David Ketchum, 1928), capace di mimetizzarsi nei posti più improbabili e Carlson (Stacy Keach Sr, 1914-2003), scienziato di CONTROL e inventore dei gadget.

Le auto

L’auto che Maxwell Smart usava più di frequente, presente nella sigla, era una Sunbeam Tiger rossa, dotata di congegni speciali come un radar e i sedili eiettabili. Nell’episodio pilota, l’unico in bianco e nero, l’Agente 86 compariva, invece, alla guida di una Ferrari 250 GT PF Spider Cabriolet del 1961.

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I film

Ispirati alla serie tv, uscirono tre pellicole: nel 1980, The nude bomb, con protagonista lo stesso Don Adams; nel 1989 il film per la tv Get Smart Again! e nel 2008 Get Smart (Agente Smart-Casino totale), interpretato da Steve Carell (1962). (E.M per 70-80.it)

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