1964. Rita Pavone con Gian Burrasca diventa icona del cambio di genere e Viva la pappa col pomodoro, l’inno della ribellione studentesca

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Nel 1964 la regista Lina Wertmuller (1928), ebbe un’idea geniale e all’epoca rivoluzionaria, per il suo adattamento televisivo de Il Giornalino di Gian Burrasca, scritto dal fiorentino Vamba (Luigi Bertelli, 1858-1920).

Rita Pavone

Far interpretare un ruolo maschile a una giovane cantante emergente: Rita Pavone (1945), la quale fu la prima in Italia ad avere l’insolita opportunità.

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Katharine Hepburn

L’illustre precedente apparteneva a Katharine Hepburn (1907-2003), nel film del 1935 Il diavolo è femmina (Sylvia Scarlett) diretto da George Cukor (1899-1983), dove l’attrice interpretava la parte di Sylvester, un uomo per l’appunto.

Il registratore alla rovescia

In un’intervista Rai, Lina Wertmuller raccontò che all’epoca la Pavone parlava velocissima, come: “un registratore alla rovescia” e dovette faticare non poco per farla rallentare.

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Le fan innamorate

Il ruolo di Gian Burrasca gli riuscì talmente bene che le spettatrici si innamoravano di lui e ci rimanevano male quando scoprivano che era una ragazza.

I fratelli di Rita

Rita Pavone rivelò che per le movenze da maschiaccio, si era ispirata ai suoi fratelli; ma poi recuperare la femminilità non era stato facile.

I generi non esistono

D’altro canto, Lina Wertmuller di fronte alle prime incertezze della giovane neo attrice, la confortava dicendole che non esistono generi, ma ruoli; personaggi nei quali bisogna compenetrarsi.

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La prima tv

Il Giornalino di Gian Burrasca andò in onda sul Programma Nazionale (poi Rai 1) dal 19 dicembre 1964 al 6 febbraio 1965, di sabato sera e non nella Tv dei Ragazzi. Una scelta rivelatasi vincente, visto che vi parteciparono grandi attori, provenienti dalla scena teatrale dell’epoca che diversamente non avrebbero avuto altrettanta visibilità.

Gli interpreti

Ivo Garrani (1924-2015), impersonava il padre del discolo Giannino Stoppani detto Gian Burrasca, Valeria Valeri (1921-2019) era la madre, Arnoldo Foà (1916-2014) l’avvocato Maralli.

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Attori teatrali

Inoltre Bice Valori (1927-1980) e Sergio Tofano (1886-1973), erano i direttori del collegio e Milena Vukotic (1935), Pierpaola Bucchi (1944) e Alida Cappellini (1943), le sorelle di Giannino.

Pubblicato nel secolo scorso

Il Giornalino di Gian Burrasca uscì a puntate tra il 1907 e il 1908 ed è ambientato tra il 1906 e il 1907, venne, poi, pubblicato in volume nel 1912, con grandissimo successo di pubblico.

Gian Burrasca

Giannino Stoppani

Racconta la storia di Giannino Stoppani, cresciuto in una famiglia borghese toscana dei primi del ‘900.

Condotto in collegio

Giannino detto Gian Burrasca per la sua eccessiva vitalità, viene più volte messo in castigo e alla fine condotto in collegio dove ne combina di tutti i colori.

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Il giornalino

Tutte le sue vicende, vengono annotate dal ragazzo in un diario detto giornalino, ricevuto in dono dalla mamma il 20 settembre 1906, in occasione del suo nono compleanno.

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Viva la pappa col pomodoro

Il Giornalino di Gian Burrasca, nell’edizione televisiva, oltre che uno sceneggiato, fu anche un musical e le canzoni incluse in un apposito 33 giri, terzo album di Rita Pavone. A primeggiare su tutte: Viva la pappa col pomodoro.

Nino Rota

Si racconta che il compositore Nino Rota (1911-1979), l’aveva musicata come un valzer ma poi la cambiò. Perché in quella veste era poco adatta a un pubblico giovane, anche se poi divenne una canzone di protesta.

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Sinonimo di rivoluzione

La pappa col pomodoro era talmente desiderata e richiesta, da parte di quei bambini reclusi nel collegio Pierpaolo Pierpaoli, che giungono a sabotarne la cucina, con il rifiuto della minestrina di magro, tanto da trasformare la canzone in metafora dell’insurrezione.

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L’interpellanza parlamentare

Quando Gian Burrasca scappa dal collegio, all’epoca della messa in onda ci fu addirittura un’interpellanza parlamentare, perché la scena era considerata diseducativa.

Amato dai giovanissimi

Dopo Cuore, di Edmondo De Amicis (1846-1908) e Pinocchio, di Carlo Collodi (1826-1890), Il Giornalino di Gian Burrasca fu il libro più venduto, e più letto, dai fanciulli  dell’Italia d’inizio secolo ventesimo. Lettura scolastica e domestica. (E.M per 70-80.it)

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