1962. Nelle edicole italiane approda il Gatto Felix, erede del cartone animato del 1917

Felix

Interamente di produzione italiana, pubblicata dalle Edizioni Bianconi  – casa editrice fondata nel 1952 ed attiva fino al 2000 di cui ci siamo già occupati su queste pagine –  dal 1962 al 1994 lungo 296 numeri, Felix (Gatto Felix fino al 1979) è stata una serie a fumetti mensile in formato tascabile a libretto.

Tra Pinocchio, Braccio di ferro, Geppo e Nonna Abelarda

Basato su testi di Tiberio Colantuoni (1935-2007), sceneggiatore anche dei fumetti di Pinocchio e Braccio di ferro e disegni di Alberico Motta (1937-2019) – disegnatore di Geppo e Nonna Abelarda -, Umberto Manfrin (1927-2005) – ideatore grafico di Tiramolla e Cucciolo – e Agnese Fedeli, il Gatto Felix era il restyling del noto cartoon americano del 1917.

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Felix: una lunga storia nata nel 1917

Il personaggio, come detto all’inizio, originava da Felix the Cat, conosciuto in origine come Master Tom, ma noto in Italia anche come Mio Mao. Proprio nel nostro Paese, dove era sbarcato nel 1923, Felix diventò una presenza costante sul Corriere dei piccoli.

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Charlot

Felix, creato nel 1917 negli Stati Uniti dall’animatore Otto Messmer (1892-1983) e modellato sulla figura di Charlot per lo studio di Pat Sullivan (1885-1933), aveva catterizzato il cinema di animazione americano degli anni Venti come protagonista di cortometraggi (spesso insieme a Betty Boop, di cui abbiamo già trattato) oltre che di una serie a fumetti pubblicata negli USA fino al 1967.

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Il topo che mangia il gatto

Ironia della sorte, il fumetto del gatto Felix USA finì mangiato dallo strapotere di Topolino, così come le sue avventure cinematografiche, rigorosamente mute, erano state assordate dall’avvento del sonoro.

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Assurdo e suureale

Sia nei cartoni animati che nei fumetti, Felix identificava un gatto dotato di una logica assurda e surreale.
Il felino era protagonista di storie ambientate sullo sfondo della vita di tutti i giorni così come in contesti surreali o fantascientifici dove esseri umani e animali antropomorfi (come lui) interagivano con fantasmi, mostri, morti viventi, diavoli, ecc.

 

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