1974: la RAI trasmette 4 puntate in b/n de Le fantastiche avventure dell’astronave Orion realizzate nel 66. Ma il pubblico ormai abituato a UFO non apprezza

astronave orion

Troppo tardi. Il pubblico italiano, ormai abituato agli effetti speciali evoluti di UFO S.H.A.D.O. e soprattutto al colore, non apprezza quelli superati de “Le fantastiche avventure dell’astronave Orion”, la più costosa serie televisiva di fantascienza prodotta in Germania Ovest, dove dal 1966 era divenuta popolarissima, sebbene solo attraverso 7 episodi in bianco e nero.

Competitor di Star Trek

Trasmessa in sostanziale coincidenza con la prima americana di Star Trek (uno scarto di 10 giorni), le Avventure dell’astronave Orion (così era riassunto il lungo titolo) approda sei anni dopo nel nord Italia, dove è ricevibile il segnale della TSI, la televisione della Svizzera Italiana.
E con Star Trek, Le avventure dell’astronave Orion ha molti punti in comune: dalla divisa dell’equipaggio (ma non le tute spaziali, che risentono ancora dell’influenza della fantascienza degli anni ’50), ai componenti stessi della nave, che sono dei veri e propri omologhi (simili anche fisicamente, a partire dal comandante McLane, che ricorda molto il Kirk della Enterprise).

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Gli errori della RAI

Lì il pubblico ancora apprezza, ma la RAI attende troppo ad acquisirne i diritti e quando lo fa, nel 1974, ormai il prodotto è superato.
A ciò si aggiunge un grave errore di programmazione: vengono infatti trasmessi durante la “Tv dei ragazzi” solo 4 dei 7 episodi omettendo il 1° e gli ultimi due (vanno in onda solo le puntate 2, 3, 4 e 5)

Rane interstellari

La serie è ambientata in un lontano futuro (3000 d.c.) e anche la trama ricalca il modello della più fortunata (e tecnicamente evoluta) Star Trek.
Il citato Comandante McLane (interpretato da Dietmar Schönherr) combatte infatti, attraverso la nave interstellare Orion (con la forma tipica del disco volante, anche se con qualche punto di contatto con l’Enterprise di Star Trek), contro un popolo di alieni anfibi, simili a delle rane.

Ferri da stiro nella cabina di comando

Nonostante il budget rilevante di spesa, gli effetti speciali, visti con gli occhi di oggi, fanno sorridere:  per la consolle di comando dell’astronave Orion vennero impiegati  ferri da stiro elettrici e bicchieri di plastica quali lampadari della nave.
Anche se il tubone di ingresso all’astronave (un lungo cilindro telescopico che dall’astronave scendeva a terra) rimarrà sempre nei nostri ricordi…

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