1969: S.H.A.D.O. UFO, la serie tv che ha rivoluzionato la fantascienza miscelando tecnologia, effetti ed eros, anticipando Internet, cellulari e pc

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Se c’è una serie che è stampata nella memoria di ogni (ultra) 50enne, questa è UFO – S.H.A.D.O., ideata e prodotta in Gran Bretagna nel 1969 da Gerry Anderson insieme a sua moglie Sylvia, che su tale concept lanciarono poi l’altrettanto famoso Spazio 1999 (in un certo senso, come vedremo, sequel di UFO).

Stingray e Thunderbirds

Evoluzione cinematografica delle marionette di Stingray e Thunderbirds, la serie UFO godette anche del traino di una fantastica colonna sonora, composta dal grande musicista inglese Barry Gray (1908-1984).

Il futuro del 1980: libertà sessuale, colori e tecnologia

Ambientato nel futuro al tempo prossimo (1980), UFO era una serie visionaria e moderna.
Forti le componenti erotiche, come il look provocante dell’avvenente personale femminile di Base Luna, a cavallo tra lo stile Swinging London ed il cliché tipico del futuro immaginato al tempo, nonché l’adesione alle spinte sociali, come la libertà sessuale (la serie fu prodotta un anno dopo il ’68).

s.h.a.d.o., ufo

S.H.A.D.O.

Sposando la tesi degli emergenti complottisti, S.H.A.D.O. (Supreme Headquarters Alien Defence Organisation), era una segreta organizzazione militare internazionale (anche se avente sede in GB) nata per combattere l’invasione aliena della Terra (all’insaputa della popolazione), il cui emblema (non casuale) era la figura di un uomo che proiettava un’ombra (Shadow).
Tuttavia, dal punto di vista organizzativo, S.H.A.D.O. appariva simile ad una informale multinazionale; caratteristica avvallata anche dal fatto che, per la prima volta, i personaggi non erano supereroi, ma normali persone con umane debolezze, paure e trascorsi di vita tradizionali.

Il sibilo della trottola

Nella serie l’origine dei misteriosi alieni non viene mai svelata, anche se numerosi indizi vengono disseminati nelle varie puntate.
La vera novità è però che non sono fragili omini grigi o insettoidi, ma umanoidi praticamente identici a noi, immersi in un liquido verde ossigenato all’interno delle loro belle ed agili tute, che dà alla loro pelle un colore verde e che si suppone serva ad ammortizzare gli effetti dell’accelerazione durante il viaggio.

Pianeta morente

Gli alieni senza nome, sono spinti sulla terra dal loro pianeta morente distante circa 4,3 anni luce attraverso astronavi piccole, veloci (possono raggiungere una velocità massima dodici volte superiore a quella della luce), a forma di trottola e caratterizzate da un curioso sibilo e dal consueto raggio laser, anche se con una scarsa resistenza all’atmosfera terrestre (non vi possono permanere oltre 48 ore).
Le astronavi aliene, peraltro, possono navigare anche sott’acqua (anche perché gli alieni nel mare hanno costruito una base).

s.h.a.do., ufo

Internet, il cercapersone, il cellulare, il pc

Numerose le innovazioni tecnologiche ipotizzate dalla serie UFO, come il cercapersone, i cellulari, l’aria condizionata in auto, i p.c., i satelliti spia, ma soprattutto Internet (il progetto in nuce, Arpanet, nacque proprio nel 1969 e quindi Anderson difficilmente poteva esserne a conoscenza).

L’auto di Straker

Curiosità, la famosa automobile del comandante Edward Straker (il nome era una concessione all’attore che lo impersonava: Ed Bishop, nato a New York nel 1932 e morto a Londra nel 2005), quella che ci entusiasmava con le sue portiere ad ali di gabbiano, in realtà esisteva veramente. Si trattava infatti di una Ford Zephyr con una carrozzeria ridisegnata con struttura in plexiglas colorato ed uno scomodissimo volante “a calice”.

Sequel: Spazio 1999

Dopo il completamento dei 26 episodi fu messo in cantiere il progetto per un sequel che originariamente avrebbe dovuto chiamarsi UFO: 1999, ambientato su una base lunare più grande nel 1999, preceduto da un episodio pilota intitolato Kill Straker! (UFO: Uccidete Straker!), dove il comandante negozia per maggiori fondi governativi per costruire una base lunare più grande entro dieci anni.
Un attacco alieno in vasta scala distrugge parte del nostro satellite naturale proiettando la base lunare negli spazi esterni. Il progetto però non piacque ai produttori americani e pertanto UFO: 1999 fu abbandonato finché gli Anderson non ripresero l’idea un paio d’anni più tardi ipotizzando un allontanamento irreversibile della Luna dall’orbita terrestre causato da un’esplosione nucleare: si trattava del canovaccio di Spazio 1999, una serie TV completamente nuova co-prodotta con la RAI nel 1974.

 

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