1957. Verso corretto o sbagliato? Le vele sulle 500 lire d’argento diventano un caso. Alla fine fra pareri discordi, si decide di sostituirle

500 lire

Gli adolescenti degli anni ’60 e ’70 ricorderanno le 500 lire di carta che prima di diventare un’importante paghetta settimanale, le mamme  affidavano ai figli per le commissioni. E il resto serviva a comprare  giornalini, gelati o quant’altro.

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Biglietto Aretusa

Il biglietto di Stato Aretusa (personaggio mitologico greco, raffigurato sulla banconota), fu introdotto nel 1966 per sostituire la moneta in argento da 500 lire, quella con le caravelle, per i costi della materia prima divenuti troppo elevati.

Il dilemma

Pochi ricordano che la preziosa moneta, nell’anno dell’emissione (1957), era stata al centro di un singolare dilemma. Che riguardava proprio il modo in cui le vele delle tre caravelle erano raffigurate.

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La moneta d’argento

L’idea della moneta d’argento, fu del ministro del Tesoro dell’epoca, Giuseppe Medici (1907-2000). L’attuazione fu affidata a Pietro Giampaoli (1898-1998), capo incisore della zecca e a Guido Veroi (1926-2013). Giampaoli, per il viso femminile raffigurato su una delle due facce, s’ispirò al volto della moglie.

Messaggio di speranza

Dopo il periodo bellico, per dare un messaggio di speranza legato alla ricostruzione, si decise che sull’altro lato dovesse esserci un paesaggio rinascimentale. La scelta cadde sulle tre caravelle Nina, Pinta e Santa Maria, su cui Cristoforo Colombo (1451-1506) scoprì l’America.

Regalo parlamentare

Quell’anno la legislatura volgeva al termine. Alla fine del 1957 i parlamentari uscenti ricevettero una delle 1070 monete del peso di 11 grammi con diametro 29,50 mm, coniate con la scritta “prova” impressa al dritto in basso lungo il bordo.

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Le caratteristiche

La moneta da 500 lire, riportava, attorno al volto di donna d’ispirazione rinascimentale, 19 stemmi relativi ad altrettante città e regioni italiane del periodo. In basso, la firma dell’autore Giampaoli.

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Vele al contrario?

Ma ecco il colpo di scena, che interruppe l’entusiasmo generale con cui le 500 lire si apprestavano ad entrare in circolazione. Il 10 dicembre 1957, il capitano della marina Giusco di Calabria affermò che le bandiere degli alberi maestri delle tre caravelle erano disposte controvento. Cioè a sinistra, nel verso sbagliato.

Il dramma…

L’affermazione lasciò costernate le autorità competenti, le quali si diedero da fare per chiarire la situazione, prima che partisse la monetazione a corso legale. Iniziò la consultazione di antiche stampe marinare e di specialisti della navigazione.

…e le polemiche

La polemica prese corpo, divenendo oggetto di discussione tra la gente e sui giornali. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto capitare ai giorni nostri, con l’opinione pubblica costantemente influenzata dai social.

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Disegno corretto

Fatto sta che, alla fine, si convenne che era possibile navigare anche con il vento “a bolina”. Quindi la disposizione delle vele raffigurate sulla moneta era esatta.

La sostituzione

Il dubbio rimase comunque. Per questo motivo il modello fu variato e i 1070 esemplari di prova ritirati e quelli sopravvissuti raggiunsero valutazioni astronomiche. A oggi collocati tra i 12 e i 15 mila euro.

Le “nuove” 500 lire

La “nuova” moneta da 500 lire in argento, entrò in circolazione il 28 agosto 1958 con 24 mila e 240 pezzi. Dal 1968 fino al 2001, fu emessa e inserita solo in edizioni annuali della Zecca, in fior di conio o in fondo specchio, cioè solo per collezioni numismatiche.

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La banconota Mercurio

Quanto alle banconote, nel 1974 comparve il biglietto di Stato “Mercurio” dal Dio greco stampato sopra, leggermente più grande del precedente e diffuso fino al 1979. (E.M per 70-80.it)

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