Prima delle app in cloud, prima delle chiavette USB e degli hard disk esterni, appassionati e professionisti che volevano servirsi di un PC utilizzavano le musicassette per memorizzare i propri programmi. O li scrivevano tediosamente riga per riga, copiandoli dalle riviste.
Poi, un giorno felice, comparve il Floppy Disk.
Le musicassette
Cosa c’entrano le musicassette con i PC?
Innanzitutto occorre ricordare ai lettori più giovani cosa fossero queste ultime: come spiegato in un nostro articolo precedente, si tratta di un supporto creato negli anni ’60 del secolo scorso dalla Philips per registrare e riprodurre la voce – e infatti il microfono era sempre venduto con i registratori.
Niente inconvenienti?
Molti i vantaggi della cassetta (stereo 7), come spiegato su queste pagine: “In un colpo solo, era eliminata la necessità di arrotolare il nastro (dei vecchi registratori) e soppressi alla radice i numerosi inconvenienti dovuti alla struttura delle bobine stesse“.
Fuori come un nastro
Sappiamo tutti – almeno i meno giovani – quanto la realtà si discostasse da questo ideale, con nastri sistematicamente fuori dalla cassetta, sfrigolamenti vari durante la riproduzione e lato B ascoltabile in sottofondo durante la riproduzione del lato A.

Da dittafono a LP
Abbiamo detto che Philips crea il formato per la funzione dittafono, ma i giovani del tempo decidono di iniziare a registravi i propri dischi (i vinili) e distribuirli agli amici. Costringendo le major dapprima a minacciarli con teschi vari e successivamente a rimediare ai mancati guadagni proponendo gli stessi album anche in formato cassetta (generalmente registrando con la qualità peggiore possibile su nastri che sembravano comprati al mercato rionale). Ma gli utenti non si limitano alla musica.
Musicassette e PC
Qualcuno scopre infatti che i suoni striduli generati dai modem – oggetti usati per le comunicazioni tra computer distanti – potevano essere registrati sulle cassette. Si poteva dunque dire al proprio computer (ai tempi probabilmente un Apple // o un Sinclair) di suonare il programma e rapidamente schiacciare il tasto REC per registrarlo. Generando così una copia riutilizzabile del programma, oltre a poterne fare un’altra da regalare ad un amico.
Inaffidabile
Esisteva comunque un problema di base: l’inaffidabilità totale del sistema. Una volta su due il programma faticosamente registrato non si riusciva a rileggerlo e dunque caricarlo in memoria per l’esecuzione. Oppure questo veniva letto con errori, con il risultato che il programma (spesso un gioco video) si bloccava sul più bello.
Arriva il Floppy
Parallelamente, nel mondo professionale qualcuno inventa un’alternativa geniale. È infatti il 1971 l’anno in cui IBM, per risolvere un problema sui suoi enormi mainframe (i grossi computer dei centri meccanografici), inventa il floppy disk da otto pollici.

Flessibile con fodera
Si tratta di un disco magnetico flessibile chiuso in una busta protettiva dotato di fodera interna per pulire la polvere. Capacità iniziale secondo il sito IBM: circa 80 KB, “l’equivalente di 3.000 schede perforate”.
120 floppy per John Lennon
Non sappiamo perché IBM abbia deciso che l’analogia con le schede perforate potesse far comprendere alcunché.
Diciamo allora che, in prima approssimazione e considerato che un brano mp3 di buona qualità occupa circa 10 MB, per poter registrare Imagine di John Lennon (1940-1980) sarebbero stati sufficienti 120 floppy disk.
MP3 non ancora inventati
Il conto è assolutamente teorico in quanto il formato mp3 ai tempi non era stato ancora inventato.
Ma torniamo ai floppy.
Shugart
Il nome floppy deriva dalla flessibilità del disco interno. In quanto all’inventore, a seconda delle fonti, troviamo David L. Noble (1918-2004) – parte del team che sviluppò i famosi mainframe System/370 – o Alan Shugart (1947). Quest’ultimo pare abbia eccelso più che altro nella sua commercializzazione fondando tra l’altro la Shugart Associates.
Arriva Apple //
L’Apple //, considerato da molti il primo PC non destinato solo ad appassionati di elettronica, viene dotato di floppy disk quasi immediatamente. Pur essendo nato con l’interfaccia musicassetta, già nel 1978 vede l’aggiunta di un floppy drive esterno: il Disk II Floppy Disk Subsystem, progettato da Steve Wozniak (co-fondatore di Apple insieme a Steve Jobs, 1955-2011).
ProDOS
Si trattava di un dispositivo più piccolo, 5 pollici e 1/4 (pari a circa 13 cm, rispetto ai 20 di quello IBM) che, grazie alla modulazione geniale inventata da Woz, poteva contenere 140 KB con il “quasi sistema operativo” ProDOS.
IBM PC
Anche IBM adotta il formato piccolo quando lancia il famoso PC IBM. Poi nulla accade fino al 1984 e all’arrivo del primo Macintosh.
The Floppy for the rest of us
Il Mac era definito “computer for the rest of us” (il computer per chi non era esperto di computer) e il floppy flessibile e pieno di buchi non era considerato sufficientemente user friendly. Inoltre era troppo grande per il minuscolo Macintosh. Ma proprio in quell’anno SONY inventa e inizia a produrre un formato ancora più piccolo di floppy: quello da 3 pollici e mezzo, pari a circa 8 cm e che il mondo scopre proprio grazie ad Apple.

Flop-ueeee
Questo tipo di floppy viene dotato di un magico meccanismo di inserimento ed estrazione: quando si inserisce il disco, circa a metà del percorso, il sistema sembrava strapparlo di mano e inghiottirlo.
Espulsione
E quando lo si vuole espellere? Nessun tasto: l’espulsione è comandata da software generando il particolare rumore “flop-ueeee“, assolutamente simile a quello che la Polaroid SX-70 emetteva quando espelleva – in quel caso – una fotografia.
Quasi un megabyte
Capacità ? Nella prima versione 400 KB, poi 800 KB nel 1984, per arrivare a 1,4 MB (1400 KB) nel 1984.
Con il risultato che per memorizzare il nostro famoso brano di Lennon sarebbero bastati solo 7 piccoli floppy disk.
Un’icona eterna
I floppy sono forse spariti dai nostri computer, ma non dalla nostra vita.
Come ben sa chi – anche nella recentissima versione 365 di Microsoft Word decide di salvare il proprio documento cliccando sull’icona dedicata: quella del nostro amico floppy disk. (M.H.B per 70-80.it)




