Anni 70. Arnold Schwarzenegger non ottiene il ruolo dell’incredibile Hulk. I produttori vogliono dipingere il mostro di rosso

Hulk

Quanti di noi almeno una volta nella vita hanno desiderato trasformarsi in Hulk, per uscire più che indenni da una situazione scomoda? Di sicuro molti. Unica pecca: gli abiti ridotti in stato pietoso.

Gli esordi

La fortunata serie tv composta nell’edizione americana da 5 stagioni e altrettanti film, esordì sulla CBS il 10 marzo 1978. In Italia, invece, arrivò solo negli anni ’80 sulle tv locali, in quanto la RAI aveva declinato l’acquisto.

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Diverso dal fumetto

Non c’è dubbio che quando Kenneth Johnson (1942) decise di produrla, aveva ben chiaro che il telefilm non sarebbe stato una copia del fumetto Marvel cui s’ispirava.

L’adattamento televisivo

Si decise di apportare alcune modifiche che rendessero il personaggio Hulk più credibile e le vicende che lo vedevano protagonista, maggiormente adatte al pubblico televisivo. Anche perché Johnson detestava i fumetti.

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Le caratteristiche del mostro

Nella serie tv la creatura non parla; è in grado semmai di emettere solo versi animaleschi. Inoltre, sempre rispetto alla versione della Marvel Comics, la sua notevole forza viene ridimensionata.

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David Bruce Banner

Per il ruolo da protagonista fu scelto l’attore Bill Bixby (1934-1993) . Alla produzione il nome originario Bruce non piaceva, venne sostituito con David, per cui il nome completo diventò David Bruce Banner.

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La storia

Colpito da una tragedia familiare –  la perdita della moglie – , David Banner scienziato di fama mondiale, si tuffa nel suo lavoro di ricerca in campo genetico.

L’esperimento

Durante un esperimento viene tuttavia colpito da una dose eccessiva di raggi gamma, che causano in lui la trasformazione del sistema nervoso.

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Hulk

Infatti, ogni volta che Banner si arrabbia, diventa un essere enorme di colore verde dalla forza sovrumana. Il nome Hulk gli viene dato dal giornalista Jack MacGee (Jack Colvin, 1934-2005), il quale si mette sulle tracce del mostro, attratto dall’idea di uno scoop.

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Abiti in pezzi

David Banner si mette in viaggio sotto mentite spoglie, alla ricerca di una cura per il suo problema. Che, tra i vari effetti collaterali, ne ha uno di carattere… vestiario.

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Taglie comode

Quando si trasforma nella creatura, infatti, i suoi abiti sono troppo piccoli per contenere la prestanza fisica dell’essere e vanno in pezzi.

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I provini

Per il ruolo del mostro verde fu selezionato anche il possente Arnold Schwarzenegger (1947), poi scartato perché troppo basso. Alla fine, la scelta ricadde sul bodybuilder professionista Lou Ferrigno (1951), alto quasi due metri.

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Il colore rosso

Ancora: il produttore Kenneth Johnson, fissato con l’idea distinguere la storia tv dal fumetto, era dell’opinione che la pelle di Hulk avrebbe dovuto essere rossa. Cioè il colore della rabbia. La decisa opposizione di Stan Lee (1922-2018), creatore del mostro, gli fece però cambiare idea.

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I film pilota

Prima delle serie tv, furono prodotti due film pilota: L’incredibile Hulk (The Incredible Hulk, series pilot) e Il ritorno dell’incredibile Hulk (Death in the Family, The Return of The Incredible Hulk) trasmessi negli Usa a novembre 1977 e inseriti in Italia nella prima stagione.

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Altre pellicole

Al termine delle 5 stagioni, furono realizzate altre 3 pellicole, sempre con Bill Bixby protagonista. La prima fu La rivincita dell’incredibile Hulk (The Incredible Hulk Returns, 1988) in cui il mostro verde incontrava Thor, il Dio del tuono.

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Il processo

Nel 1989 uscì Processo all’incredibile Hulk (The Trial of the Incredible Hulk), dove compariva un altro supereroe Marvel: Daredevil.

La morte di Hulk

A chiudere il ciclo di pellicole l’anno successivo arrivò La morte dell’incredibile Hulk (The Death of the Incredible Hulk). (E.M per 70-80.it)

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