Anni ’60-70. ABC: da rivista autorevole a tabloid pruriginoso letto di nascosto dagli adolescenti per finire come modello anticipatorio del faking news

ABC

Fondato a Milano nel 1960 dalla SEA (Società Editoriale Attualità) ed affidato all’ex direttore de Il giorno, lo sferzante Gaetano Baldacci (1911-1971), con vicedirettore Enzo Sabato (che due anni dopo gli succede alla direzione diventando altresì editore), ABC ha velleità di periodico di informazione autorevole.

Modello britannico

Il modello è quello dei quotidiani e settimanali inglesi, con ampia esaltazione grafica dei contenuti, che viene affidata al pittore Sirio Musso. I contributi provengono da umoristi internazionali quali: Jules Feiffer, Jean-Jacques Sempé, Siné, Chaval, Roland Topor, Maurice Henry, James Thurber, Jean Bosc, Ronald Searle oltre al vignettista italiano Renato Calligaro.

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Primo cambio editoriale

Nel 1967 ha luogo il secondo cambio editoriale, col passaggio della proprietà della testata alla SO.GE.PE. che l’anno dopo introduce il colore e porta ABC ad una notevole diffusione (800.000 copie), attraverso una linea editoriale “contro”.
La rivista pubblica anche monografie bimestrali, piccoli volumi dedicati ad argomenti politici e sociali di attualità, tra i quali si ricorda quello scritto da Renata Pisu (1935) sulla rivoluzione culturale in Cina e Mao Zedong.

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Contro tutto

La linea editoriale è infatti socialista, anticonformista e anticlericale, con una progressiva tendenza  ad articoli scandalistici, di costume e a foto di nudo (o seminudo), molto ardite per l’epoca, tanto che la doppia pagina centrale è dedicata tradizionalmente alla foto di una showgirl.

La rubrica sessuale di Cristina Leed

Particolarmente seguita è la pruriginosa rubrica su problemi sessuali e di costume tenuta da Cristina Leed, pseudonimo proprio di Renata Pisu: un vero e proprio culto per gli adolescenti sottoposti a tempeste ormonali…

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Le firme

Con ABC collaborano anche firme prestigiose come Luciano Bianciardi (1922-1971), Giancarlo Fusco (1915-1984), Giorgio Calabrese (1929-2016, critica musicale con lo pseudonimo Screwball), Callisto Cosulich (cinema, 1922-2015) e Renato Proni (esteri).

Sequela di direttori

Negli anni ’70 il periodico cambia nuovamente editore, passando sotto il controllo di Francesco Cardella (1940-2011). In quel periodo la successione dei direttori è elevata: prima Ruggero Orlando (1907-1994), poi Claudio Sabelli Fioretti (1944), indi Romano Cantore ed infine Stefano Surace.

Le battaglie sociali

ABC si impegna fortemente in battaglie politiche di forte impatto sociale, come quelle a favore del divorzio (sostenendo il deputato socialista Loris Fortuna, 1924-1985), contro l’abrogazione della legge sull’aborto e il canone RAI.

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Battuta d’arresto

Intorno alla metà del decennio ha luogo il primo stop forzoso a causa di una presa di posizione eccessiva assunta dal periodico.  «Fu a causa di una copertina che titolava “Polizia assassina”» ha avuto modo di precisare sul punto Lidia Ravera (1951), che vi lavorava – sotto la direzione di Claudio Sabelli Fioretti -, quando il settimanale chiuse.

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Il nuovo layout

La riapertura avviene sul finire nel ’77, con un layout elegante e patinato (dedicato al Movimento Studentesco di quell’anno), che però, a distanza di due anni, lascia lo spazio al formato tabloid diretto da Vittorio Ugo Morosi che trasforma completamente ABC, affidandolo a disegnatori francesi (Georges Wolinski, Jean-Marc Reiser) e italiani (Cecco Mariniello, Lido Contemori, Berlinghiero Buonarroti, Graziano Braschi, Paolo della Bella, Massimo Presciutti).

L’epilogo

Il taglio satirico e le notizie fornite col pretesto di supportare vignette (anticipando il modello dei siti internet sensazionalistici) non colgono nel segno tanto che la rivista chiude definitivamente nel 1981.

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