Sei nato (almeno) negli anni 60 se hai sentito parlare dei fricchettoni e degli indiani metropolitani

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Fricchettoni: quale la genesi? Espressione dell’area più creativa di quello che sarebbe divenuto il Movimento del ’77 (a sua volta evoluzione più determinata della rivoluzione disarmata del ’68), gli indiani metropolitani fecero la loro comparsa nel 1976.

La festa al Parco Lambro

E lo fecero al Parco Lambro di Milano, alla grande festa del proletariato giovanile organizzata da Re Nudo, periodico di controcultura, definita da molti la versione italiana del festival di Woodstock. Chiamata anche il Meraviglioso disastro, per la disorganizzazione anarchica.

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Dai Freak ai fricchettoni

Gli indiani metropolitani erano discendenti degli ultimi hippies, che si erano ridotti in una riserva: quella dei freaks (termine inglese traducibile con l’italiano diversi). E italianizzati col neologismo fricchettoni.
Tendenzialmente apolitici, gli indiani metropolitani trovavano nella musica (rock) e nella controcultura in generale il loro collante.

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Gratis una vittoria

Gli indiani metropolitani consideravano vittorie sociali il prezzo proletario o il diritto di poter assistere ai concerti senza pagare, si opponevano ai valori fondamentali della borghesia.

Gli ideali rivisti e corretti

Come quelli della patria e della famiglia, sostituendoli con le cosiddette comuni (gruppi di coabitazione e mutuo sostegno). I fricchettoni predicavano (come i loro predecessori del movimento Hippy) la libertà sessuale e la liberalizzazione delle droghe.

 

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Ispiratori fuori dagli schemi

Gli ispiratori dei fricchettoni erano il filosofo tedesco Herbert Marcuse (1898-1979), lo psichiatra antipsichiatria David Cooper (1931-1986), il suo collega e sessuologo Wilhelm Reich (1897-1957). Ma anche lo psicologo sperimentatore della LSD Timothy Leary (1920-1996) ed il Movimento dadaista

Dai margini ai margini

Nati come movimento pacifista, i fricchettoni prima e gli indiani metropolitani poi furono presto marginalizzati dalla protesta della sinistra extraparlamentare. E piano piano molti di loro degradarono tra le fila dei tossicodipendenti da eroina e cocaina.

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A trovar se stessi in India

Oppure si rifugiarono in varie sette mistiche, legate alla cultura dell’oriente. In particolare, a quella d’impronta buddista o di un misticismo particolare, come quello dei cosiddetti Arancioni di Osho Rajneesh (1931-1990). Per questo motivo molti ex indiani metropolitani e fricchettoni si trasferirono in India.

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