Anni 70-80. Quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di Ferro. Il cartone che deve il suo successo a un errore numerico

Braccio di Ferro

I fan più attempati, forse ricorderanno che già negli anni ’70 il Secondo Programma (poi Rai 2) dedicava uno spazio apposito al marinaio con la pipa, addirittura in prima serata alle 21. Il titolo era Quel rissoso, irascibile, simpatico Braccio di Ferro. In seguito l’aggettivo simpatico, venne sostituito da carissimo.

Ricky Gianco

Già nel 1976, infatti, Ricky Gianco (Riccardo Sanna, 1943) pubblicò il secondo album di canzoni dedicato al cartone dove faceva il verso al personaggio, intitolato Quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di Ferro.

In lingua originale

I giovani spettatori italiani si appassionarono alle storie di Braccio di Ferro, sebbene trasmesse in lingua originale fino ai primi anni ’80. Poi furono doppiate.

Braccio di Ferro 2

Le origini

Nato dalla mente del fumettista statunitense Elzie Crisler Segar (1894-1938), il personaggio di Braccio di Ferro (Popeye) comparve nel 1929 per la prima volta nella striscia Thimble Theatre, pubblicata dai giornali d’oltre oceano dal 1919.

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Frank Rocky Fiegel

A ispirare il suo creatore fu il pugile Frank Rocky Fiegel (1868-1947), nativo di Chester, medesima città di Elzie Crisler Segar e famoso per essere un tipo dedito alle risse.

Braccio di Ferro 4

Destinato a durare

Il marinaio guercio, sgrammaticato, dagli avambracci esagerati e sempre pronto a venire alle mani sarebbe dovuto comparire una sola volta, invece il successo fu tale che in breve tempo la striscia a fumetti  prese il suo nome.

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La gallina Bernice

Agli esordi, non erano gli spinaci a dare la forza prodigiosa a Braccio di Ferro. Al personaggio bastava strofinare la testa di una gallina magica di nome Bernice.

Braccio di Ferro 1

 

Olivia Poldo e Pisellino

Nella stessa striscia, già comparivano tre personaggi in seguito apprezzati anche dal pubblico italiano: Olivia (in origine Olive Oyl), Poldo Sbaffini  (J. Wellington Wimpy) e Pisellino (Swee’ Pea).

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Gli spinaci

Braccio di Ferro è dotato di una forza sovrumana donatagli dalla gran quantità di spinaci in scatola, che ingerisce nei momenti di necessità.

Il vegetale più amato

Il successo della striscia a fumetti durante la Grande Depressione, fece impennare del 33% per cento le vendite dei vegetali negli Stati Uniti, tanto da farli diventare il terzo alimento più apprezzato dai bambini dopo il gelato e il tacchino.

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Calcolo sbagliato

Tutto questo perché per anni, si credette che il contenuto di ferro negli spinaci fosse superiore di dieci volte a quello reale. Nel 1890 alcuni nutrizionisti americani avevano reso nota la quantità di ferro nelle verdure; ma la  cifra, a causa di una virgola al posto sbagliato, fu pubblicata in modo errato.

Successo mondiale

Quando anni dopo ci si accorse dell’errore, la popolarità di Braccio di Ferro aveva ampiamente travalicato i confini nazionali.

I Fleischer Studios

Nel 1933, Braccio di Ferro divenne un cartone animato grazie ai fratelli Max (1883-1972) e Dave Fleischer (1894-1979). Fu proprio questa serie, realizzata fra gli anni ’30 e ’40, ad approdare per prima sui canali Rai. In seguito, il cartone venne prodotto da William Hanna (1910-2001) e Joseph Barbera (1911-2006).

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I fumetti

In Italia, il fumetto di Braccio di Ferro uscì nel 1963/1964 fino al 1994 per l’Editoriale Metro dell’editore Renato Bianconi (1928-1993), affiancato nel 1970 da una collana di ristampe denominata Popeye, divisa in 3 serie pubblicate fino al 1991. (E.M per 70-80.it)

 

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