Anni 60. Esplode la moda dei kaijū eiga, i film di fantascienza su mostri giganti nati per esorcizzare la paura della bomba atomica

kaijū eiga

I primi kaijū eiga (letteralmente film su strane bestie, spesso ispirate da animali preistorici) furono programmati nelle sale in Occidente negli anni 1950, con capostipite la pellicola Gojira (Godzilla in Occidente) del 1954, di Ishirō Honda (1911-1993).

Lo spettro delle radiazioni atomiche dei kaijū eiga

Diffusisi in Giappone per esorcizzare, da una parte, lo spettro della bomba atomica della 2° guerra mondiale (con la distruzione di Hiroshima del 6 agosto 1945 e di Nagasaki tre giorni dopo) e, dall’altra, l’umiliazione della demilitarizzazione e dell’invasione straniera (difficilmente assimilabili dall’orgoglioso popolo giapponese), i kaijū eiga vedono la perenne presenza di radiazioni nucleari responsabili di creare o risvegliare da sonni millenari mostri che distruggono la terra (partendo dalle città del Sol levante).

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Mostri buoni

Anche se spesso gli aggressori sono bilanciati da altri mostri (solitamente ispirati a creature mitologiche locali, curiosamente qualche volta anche cinesi) che impediscono di distruggere (quantomeno completamente) la razza umana.

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Il capostipite che nulla c’entrava con la bomba atomica, finito distrutto da essa

Tuttavia, il prototipo del genere kaijū eiga, il film Wasei Kingu Kongu, risale al 1933 e si basa sulle vicende di un uomo che si guadagna da vivere travestendosi da King Kong. Ironia della sorte, il film, che evidentemente nulla aveva a che fare con guerre atomiche, è andato perduto proprio a seguito dei bombardamenti statunitensi del 1945.

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Rodan e Mosura

Tra i mostri più noti dei kaijū eiga si ricordano: Rodan, il mostro alato, film del 1956 basato su una creatura simile ad un enorme Pteranodon e Mosura (Mothra), del 1961, con protagonista una falena gigante nemica-amica di Godzilla (il citato re dei mostri).

Ghidorah e l’isola ecologista di Watang

Rilevanti nel genere anche due pellicole del 1964: Ghidorah! (il mostro a tre teste) e Watang! (Nel favoloso impero dei mostri), terzo sequel di Godzilla (ma con un ruolo da cattivo di quest’ultimo, calmierato dalla buona Mothra), con un inedito forte messaggio ecologista.

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Minilla e Gabara

E ancora, Gojira, Minilla (figlio adottivo di Godzilla, che si trova sull’Isola dei Mostri) e Gabara (mostro elettrico, nemico di Minilla), noto anche come La grande carica di tutti i mostri, del 1969. Film tutti diretti dallo stesso Ishirō Honda.

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Gamera, risvegliato dalle bombe americane

Di pregio anche Daikaijū Gamera (Il mostro gigante Gamera), pellicola del 1965, questa volta diretta da Noriaki Yuasa (1933-2004), forse il più evidente dei retaggi delle vicende sociali, politiche, storiche culturali e militari nipponiche. La trama iniziale del film ruota, infatti, intorno ad un misterioso stormo di aerei in volo sul Polo Nord, intercettato dalla (guarda caso) aeronautica americana, che ne abbatte uno.

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Da Atlantide per distruggere la terra…

L’esplosione causata dalla testata nucleare trasportata dall’aereo abbattuto risveglia Gamera, una gigantesca tartaruga che abitava nel continente scomparso di Atlantide. La quale, da 8000 anni, era intrappolata nei ghiacci.

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…. ma con un certo rispetto per la razza umana

Metafora delle conseguenze delle azioni belliche USA della 2° guerra mondiale (ma probabilmente anche delle vicende successive della guerra fredda), Gamera punta, naturalmente, verso il Giappone, seminando terrore e morte. Anche se in un’occasione manifesta una forma di rispetto verso gli umani salvando Toshio, ragazzino orfano di madre con la passione per le tartarughe.

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Frankenstein alla conquista della Terra

Di taglio diverso, invece, la pellicola del 1965 Frankenstein alla conquista della Terra – liberamente tratto dal solito Ishirō Honda dal romanzo di Mary Shelley (1797-1851) Frankenstein, o il moderno Prometeo del 1816 -, ambientata durante la seconda guerra mondiale, quando, in Germania, alcuni scienziati hanno ideato un progetto per creare una sorta di superuomo da usare contro gli eserciti nemici.

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Giapponesi da alleati a nemici

Tuttavia, il progetto viene rubato da agenti giapponesi e, dopo diversi anni, è realizzato. Nondimeno, a causa del consueto errore di laboratorio, i pezzi umani con il quale gli scienziati costruiscono la creatura sono colpiti da radiazioni e le parti si assemblano facendo però crescere a dismisura il mostro.

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Baragon

Nel frattempo degli archeologi scoprono in un tempio abbandonato l’esistenza di un gigantesco mostro, Baragon, che inizia ad attaccare il Giappone. I giapponesi vorrebbero inizialmente distruggere la creatura di Frankenstein, ma poi scelgono di farla combattere contro Baragon per sconfiggerlo. La creatura fugge e incontra (il mondo è piccolo…) l’antagonista.

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Lo scontro

Ha quindi luogo uno scontro violento tra i due nel quale Frankenstein sconfigge Baragon e alla fine i due cadono in una crepa finendo nel mare.

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Il finale alternativo con Oodako

Curiosità nella curiosità, il film ha un finale alternativo: quando Frankenstein precipita, si scontra contro il polpo gigante Oodako (già visto nel 1962 nel Trionfo di King Kong), che lo trascina in profondità.

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Kaijū eiga merchandising

L’enorme moltiplicazione di kaijū eiga creò un importante merchandising. Molti dei mostri delle pellicole diventarono giocattoli, che, ancorché di scarsa fattura, erano molto richiesti dai bambini dell’epoca. Prodotti che oggi costituiscono un mercato frequentatissimo dai collezionisti.

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