1950. Perché i dischi piccoli girano a 45 giri mentre quelli grandi a 33 (e 1/3)? Chi ha deciso la durata dei pezzi fissandola a circa 3 minuti?

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Ci è sempre sembrato illogico: perché i long playing che grazie al diametro maggiore potrebbero di per sé durare di più sono registrati a 33 giri e 1/3 mentre i dischi più piccoli, intrinsecamente capaci di immagazzinare meno musica, vengono fatti girare più velocemente, a 45 giri? “Ovvio, nei primi deve starci l’intero album, mentre nei 45 giri una sola canzone”, rispondono in molti. Ma è quello il motivo? E chi ha deciso che le canzoni devono durare proprio tre minuti?

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Due velocità

Quasi sempre i dischi di grande diametro (12 pollici, pari a 30,5 cm) sono incisi a 33 1/3 giri al minuto (detti tout court “giri”), mentre  quelli di piccolo diametro (7 pollici, circa 17,8 cm) a 45. Questo impone di cambiare la velocità del giradischi, lasciandoci anche il dubbio se l’ulteriore posizione 16 giri corrisponda ad oggetti antichissimi e dimenticati o a un futuro standard avanzatissimo.

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I 33 giri…a 25

Un’ipotesi è che le differenti velocità siano state scelte per ottimizzazione la qualità del suono riprodotto. La spiegazione implica qualche calcolo su velocità angolare e periferica: chi fosse curioso troverà alla fine di questo articolo tutti i dettagli. Per ora accontentiamoci di dire che così non è, perché in tal caso i 33 giri avrebbero potuto girare…a 25 giri. 

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Perché 33 e 1/3 

Iniziamo dunque dai long playing: perché mai farli girare proprio a 33 e 1/3, cioè 33,3333333… (periodico) giri al minuto? Abbiamo trovato la spiegazione seguente, che riportiamo come formulata, in quanto ci pare convincente.

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Il fonoincisore

Secondo la teoria esposta dal sito neurobeat.comIl fonoincisore ha un motore a 3600 giri e un meccanismo rotante a 108 denti. Era  lo standard all’inizio del secolo XX ed è rimasto tale. Il rapporto per sfruttare al massimo l’apparecchio dà per risultato: 3600/108: 33,3”.

Una risposta insoddisfacente

In ogni caso questo non spiega le due velocità differenti tra i formati, visto che evidentemente in questo modo sono anche necessari due meccanismi rotanti a seconda di quale formato si voglia produrre. 

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Vendor lock-in

E infatti la motivazione non è né artistica né meccanica: piuttosto si tratta di sana concorrenza. O, come diremmo oggi nel caso di iOS vs Android, di vendor lock-in.

Long playing, versione Columbia 

Nel 1948 la Columbia mise a punto un nuovo tipo di plastica (polyvinyl chloride) che permetteva di incidere solchi più sottili rispetto ai tradizionali 78 giri: abbassò la velocità, lasciò invariato il diametro del disco e promosse la sua invenzione usando come selling point proprio la maggior durata.

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Maggior durata, stesso diametro

Dunque medesima dimensione del disco con durata estesa fino circa a 20 minuti per facciata (contro i 3 minuti del 78 giri, quelli che imposero agli artisti di limitare proprio a 3 minuti la propria creatività).

Long playing, versione RCA 

Come rispose la concorrente storica Radio Corporation of America?  Privilegiando invece la praticità e inventando rapidamente un sistema anch’esso a micro-solchi, ma della stessa durata dei 78 giri a fronte di un diametro ben inferiore. Utilizzando inoltre vinile di colore differente a seconda del genere musicale.

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Il ragionamento dell’RCA 

D’altronde, ragionava l’RCA, i consumatori erano abituati a dischi che contenevano solo un brano per lato e inoltre questo formato permetteva di impilare numerosi dischi uno sull’altro, consentendo – si diceva – fino a un’ora di ascolto continuato.

La meraviglia della RCA 

Si, perché il lettore RCA era una vera ottava meraviglia: tramite uno speciale dispositivo a torre permetteva il cambio automatico dei dischi, purché ci si rassegnasse ad ascoltare solo una serie di facciate A (o B). Il sistema permetteva un massimo di 8 dischi, dunque 8 * 3 = 24 minuti, non esattamente l’ora intera conclamata ma senz’altro qualche minuto più del concorrente

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VHS vs Betamax 

Insomma, nel 1950 si svolse una battaglia dei formati esattamente come quella nota a tutti noi, quella di JVC contro Sony per lo standard delle videocassette. Ma in questo caso entrambi i formati risultarono vincenti e sono tutt’ora con noi, per la delizia degli appassionati di Hi Fi. (M.H.B per 70-80.it)

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Appendice – una possibile spiegazione 

Ed ecco la spiegazione promessa dell’ipotesi “ottimizzazione della qualita’ del suono”. I dischi in vinile sono analogici quindi il solco è di fatto un’immagine analoga all’onda sonora originale. Maggiore è la velocità di lettura dello stilo, maggiore la qualità sonora di riproduzione. La velocità vista dallo stilo all’inizio di un 45 giri è pari a (45*2π*(17.8/2))/60 = 41 cm/sec mentre quella all’inizio di un 33 giri è pari a  (33.33*2π*(30.48/2))/60 = 53,2 cm/sec.

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Long playing a 25 giri?

Corretto dunque che i dischi grandi girino più lentamente, anzi a ben vedere un 33 giri potrebbe girare a 25 giri e 2/3 ( ) ottenendo la stessa qualità di riproduzione (per i primi brani). Detto per inciso, non meraviglia la qualità sonora inferiore delle musicassette, che vengono lette a soli 4,76 cm/sec. 

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