Podcast di 70-80.it e Giornale Radio: oggi parliamo di Filipponio e di Peyton Place

Filipponio

Ventiquattresima puntata di 70 80, il programma del week-end prodotto da Giornale Radio in collaborazione col nostro periodico. In questa edizione i giornalisti Francesco Massardo e Massimo Lualdi, direttore di 70-80.it, trattano i consueti due argomenti. Che questa settimana sono: lo sfortunato cantautore Filipponio e la soap opera Peyton Place.

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Donato

Filipponio non era un nome d’arte: era il vero cognome di Donato Filipponio (1944-1995), nato a Milano da madre pugliese e padre greco.

Lo stile di Filipponio

La principale caratteristica del cantante coi baffoni in pieno stile anni ’70 (erano elemento di primo piano sul 45 giri di Pazzo non amore mio, suo principale successo del 1977) era la sua voce roca.

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Similitudini

Una voce cui il cantautore confidenziale (così si definiva quello stile) dava un’intonazione che aveva elementi in comune con Piero Ciampi (1934-1980), Paolo Conte (1937, cui un po’ assomigliava fisicamente oltre che per la passione verso lo swing jazz) e al primo Franco Califano (1938-2013). Qui per leggere l’articolo integrale.

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Peyton Place

La RAI non ci credette fino in fondo e commise uno dei tanti errori del periodo, che l’avrebbero messa presto in difficoltà nella competizione con le aggressive ed emergenti tv private. Di Peyton Place, soap opera di prima serata, creata dalla scrittrice Grace Metalious (pseudonimo di Marie Grace De Repentigny, 1924-1964) e trasmessa negli Stati Uniti dalla ABC a partire dal 15 settembre 1964 fino al 2 giugno 1969, furono infatti programmate da RAI solo 17 puntate delle 514 puntate dal 28 luglio 1979.

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Canale 5 raccoglie

In seguito il testimone fu raccolto da Canale 5 in seconda serata e da circuiti di emittenti locali, che pure non trasmisero integralmente la soap.

Ante Dallas

Prima di Dallas, Dynasty, Flamingo Road, Falcon Crest, Hotel, Capitol e Sentieri, gli italiani si incollarono alla tv per seguire la serie che si apriva con l’immagine del campanile di Peyton Place e relativi rintocchi. Nella sigla seguiva la piazza centrale, il ruscello e una panoramica sulla cittadina. Qui per leggere l’articolo integrale. 

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