Anni ’70. Le canzoni passano dai 2-3′ di durata del decennio precedente ai 5-6′ della Disco. Ma Donna Summer nel ’75 registra un pezzo di 17′. Di orgasmi

donna summer

Una particolare caratteristica della musica disco degli anni ’70 era la rincorsa alla lunghezza dei brani. Dai 45 giri degli anni ’60, che duravano 2-3 minuti, si passò, coi primi esempi di contaminazione di funk, soul, latina, psichedelica, swing e afroamericana, a brani che coi primi mix arrivavano mediamente a 5-6 minuti e non raramente a 7-8. Se per la musica rock ciò non era una novità, visto che da qualche anno circolavano pezzi che arrivavano anche ai 20, 25′, per il pop si trattava di una rivoluzione. Anche tecnica.

Tom Moulton inventa il Giant 45

Si dice che il disco mix (originariamente Giant 45) sia stato inventato nel 1974 da Tom Moulton (1940), produttore USA che doveva travasare in acetato i nastri di I’ll Be Holding On di Al Downing (1940-2005), ma, accortosi che i 7″ erano finiti, decise di usare un 10.

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+6dB

Con grande sorpresa, Moulton si rese conto che tale soluzione  permetteva di aumentare il segnale di ben +6 dB e di far suonare il brano con una dinamica superiore.
Apprezzata l’opportunità, il produttore la replicò la volta successiva, impiegando il formato 12″ ed incidendo il primo mix promo della storia: So Much For Love dei Moment of Truth (1976).

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17 minuti, in gran parte di orgasmi

In realtà già qualche mese prima, nel 1975, Donna Summer (1948-2012), col suo produttore Giorgio Moroder (1940), aveva sfondato ampiamente la soglia psicologica dei 10 minuti (per capirci, uno dei pezzi più famosi per la sua lunghezza, Disco Inferno dei Trammps, dura 10′ e 53″) con Love to Love You Baby, di cui gran parte dei 17 minuti era costituita da orgasmi simulati.

Santa Esmeralda e ancora Donna Summer sul filo del rasoio

Primato, quello di Donna Summer, rimasto insuperato anche con il 12″ Mix dei Santa Esmeralda, Don’t Let Me Be Misunderstood/Esmeralda Suite del 1977, che sfiorava i 16 minuti, ma che fu poi stracciato quello stesso anno da un’altra extended version (per inciso, sempre nel ’77, Donna Summer pubblicò anche una versione di Je t’aime… moi non plus di 15’45”).

Costandinos, Donna Summer

Ma Costandinos straccia tutti

Stiamo parlando di Romeo & Juliet, incredibile pezzo disco in 4 atti per 32 minuti di Alec Robert Costandinos (Alexandre Kouyoumdjian, nato nel 1944 al Cairo, in Egitto). In realtà, pur essendo un unico pezzo, Romeo & Juliet si divide in due lati (A Acts I et II) di 15’17” e (Acts III, IV et V) di 16’5″, cosicché teoricamente il primato del pezzo più lungo dei ’70 rimane sempre in capo a Donna Summer, anche se siamo sicuri che saremo smentiti, vista l’enorme massa di extended version presenti nel periodo di riferimento.

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Grazie a Dio è venerdì

Peraltro, Costandinos, cantante e artista francese coautore con Cerrone (1952) in Love in C Minor, pubblicò il suo primo album nel 1977 con il brand Love & Kisses e la hit track I’ve found love now that I found you, scrivendo anche la colonna sonora di Thanks God it’s Friday (Grazie a Dio è venerdì), film del 1978 sulla falsariga della Febbre del sabato Sera, dove sono presenti alcuni pezzi di durata molto estesa.

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