Pace e bene a tutti: Oggi lo chiameremmo tagline, o anche slogan oppure claim, ma negli anni ’60 e ’70 era la frase rituale con cui salutava i propri ascoltatori Padre Mariano (Paolo Rosenda, 1906-1972).
Da almeno un decennio molti sfidavano il fading che affliggeva le onde medie alla sera per ascoltarlo in radio con la sua rubrica in onda alle 20:15; Altri lo seguivano in televisione, dove, a sentire il Servizio Opinioni, superava spesso i cinque milioni di telespettatori.
Ma chi era Padre Mariano ?
Mariano da Torino
Padre Mariano nasce nel 1906 da una famiglia di Cuneo: padre magistrato e madre probabilmente casalinga. Il suo nome all’anagrafe è Paolo Mario Luigi Francesco. Si iscrive molto presto all’Azione Cattolica e poi al terz’ordine francescano. Si laurea in lettere classiche nel 1927: almeno questo è quanto afferma l’enciclopedia Treccani che lo fa dunque laureare all’età di 21 anni. Interrogato in merito, GPT 6.1 ci spiega che “Le informazioni online non chiariscono se avesse anticipato l’ingresso a scuola o saltato una classe“.
Mariano insegnante
Paolo diventa rapidamente professore di lettere greche e latine iniziando anche a scrivere per un settimanale diocesano e su svariate altre testate.
Un fidanzamento breve
Parlando della sua vita, in Treccani abbiamo trovato questa enigmatica frase, che riportiamo testualmente: “Verso la fine del 1939, oramai trentatreenne, anche su consiglio del suo direttore spirituale, si fidanzò per una decina di mesi. Pur nel riserbo mantenuto rispetto a quei momenti, la scarna testimonianza dell’allora fidanzata rivela come fosse comunque evidente la strada scelta da Roasenda“.
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Due ipotesi
Esistono varie ipotesi sulla vicenda: il consiglio di fidanzarsi sarebbe secondo alcuni stato dato al fine di provare che avesse una vera vocazione all’astensione – idea corroborata dalle parole della fidanzata – che fanno ipotizzare un fidanzamento “non consumato” (ammesso che al tempo si “consumasse” prima del matrimonio). Ma forse la realtà è più semplice: da donna sensibile, la fidanzata si sarebbe resa conto che non avrebbe mai potuto avere l’amore incondizionato di Paolo, tutto preso dalle questioni religiose. Purtroppo, nonostante le nostre ricerche, nessuna fonte diretta riporta le parole esatte della sfortunata fanciulla, di cui peraltro non viene fatto il nome.
Cappuccino
Nel 1940 entra nell’Ordine dei Cappuccini, dove assume il nome di Mariano da Torino e inizia a indossare il saio, suggestivo costume di scena che manterrà in tutte le presenze televisive.
Nel 1945 diviene cappellano di Regina Coeli e inizia a questo punto, nel dopoguerra, la vera attività da perfetto comunicatore: conferenziere, predicatore, organizzatore di Settimane del Vangelo, nonché giornalista pubblicista.

Niente Instagram…
Niente social network ai suoi tempi: l’attuale proprietario dell’handle “Padre Mariano” su Instagram ha chiaramente lineamenti diversi ed è importante non confondersi.
… ma Radio e TV
Ma la TV, quella analogica con pochissima scelta, è in fase di lancio, mentre la radio è ormai una presenza fissa nelle case degli italiani: ed entrambe hanno bisogno di contenuti con grande traction, meglio ancora se legati alla tradizione cattolica del paese.

La Posta di padre Mariano
Così, nel 1955 esordisce la Posta di padre Mariano, breve appuntamento all’interno della rubrica Sguardi sul mondo, in onda al termine della messa della domenica. Pubblichiamo, per gli amanti dei palinsesti, l’intera programmazione della giornata da parte dell’unico canale allora disponibile, diffuso, come si può leggere nel Radiocorriere dell’epoca, solo da otto trasmettitori in Lombardia, a Torino, in Toscana, a Firenze, Venezia, Genova e Roma.
Le confessioni degli ascoltatori
Durante il programma, Mariano legge le numerose lettere ricevute, che esprimono in genere dubbi e richieste di spiegazioni. In una lettera, ad esempio, una simpatica lettrice chiede – visto che il marito non l’ama – se è il caso di separarsi. Come i lettori possono intuire, non è neppure il caso di riportare la risposta.
Cluster di questioni
Al fine di comprendere meglio il suo stile, riportiamo un segmento sempre tratto dal Radiocorriere, tenendo presente che al fine di ottimizzare gli spazi, Padre Mariano raggruppa spesso domande simili in cluster di questioni affini.
Medici missionari
Chiede A.O. da Nervi: I medici missionari sono veri missionari? Chiede A.N.B. da Sarzana: Per la preparazione dei medici missionari so che esiste un Istituto a Milwaukee, uno in Olanda, e l’Opera francese “Ad lucem”: esiste in Italia qualcosa di simile?
E Mariano risponde come segue: I «medici missionari» non sono destinati ad esercitare in terra di missione un apostolato formalmente «diretto»: come i sacerdoti, i religiosi e le religiose delle varie famiglie missionarie, ma la loro opera, anche se «indiretta», è preziosissima e li fa missionari, per cui si possono ritenere veri missionari. Anzitutto con l’esempio della loro vita di laici cristiani. I non cristiani possono vedere in essi un esempio vivente dello spirito apostolico del laico cristiano, seguendo le norme del Concilio Vaticano II. Infatti i medici missionari, mentre si preparano in un’università all’esercizio della loro professione, si preparano contemporaneamente alla loro testimonianza di uomini e di cristiani. Questa testimonianza — come documentano alcune biografie di medici immaturamente scomparsi — sa toccare ed esemplarmente trascinare all’imitazione.
Questioni aperte
Non sono previste repliche da parte dei lettori, per cui la strana scelta di citare medici “immaturamente scomparsi” resta un enigma irrisolto. Così come il fatto che non abbia per nulla risposto alla seconda domanda.
TV
Per quanto riguarda la televisione, niente di meglio che ascoltare un segmento (solo audio) di uno dei suoi interventi.
Mariano parla del Natale
Dopo il classico incipit Mariano apre con alcune risposte alle lettere degli ascoltatori: parla di una pagellina di preghiere richiesta da oltre ventimila persone e della sua presenza in radio – per poi affrontare il tema principale: il Natale e la da lui auspicata nota dominante, la semplicità.
Mariano e Mike
E forse proprio questa semplicità, evidente nel modo di parlare mille miglia lontano da quello di politici e giornalisti dei tempi, è la vera chiave del successo di questo religioso. Lo stesso stile di comunicazione di Mike Bongiorno (1924-2009), per citare un’altra superstar della TV del tempo. L’uno in saio, l’altro in abito da sera, entrambi semplici e diretti nel parlare al loro pubblico. Con uno si poteva diventare ricchi, con l’altro accedere al paradiso: non era neppure necessario scegliere. (M.H.B. per 70-80.it)





