1968. Rita Pavone lancia (col suo disco) il gioco Palla Pallina

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E’ il 1968, anno complicato, tra i moti socioculturali giovanili in tutto il mondo e la guerra del Vietnam, che ancora lo divide (e lo farà fino al 1975).
Il ’68 è anche un anno di opposti che si attraggono e respingono, tra musica beat, flower power degli hippies ed i prodromi del rock di Woodstock dell’anno successivo.

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Il momento di Rita

Ma è anche il momento di Rita Ori Filomena (1945), una cantante torinese, soprannominata Pel di carota, per via del colore rosso della sua capigliatura. Più conosciuta come Rita Pavone.

Date un martello….

Dotata, a dispetto del suo fisico minuto, di una voce da soprano, Rita è già notissima per i suoi singoli del 1963 La partita di pallone, Come te non c’è nessuno, Il ballo del mattone, Datemi un martello (If I Had a Hammer).

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… a Gian Burrasca

Ma anche per aver interpretato l’anno successivo lo sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, tratto dal romanzo per ragazzi di Vamba (Luigi Bertelli, 1858-1920) e diretto da Lina Wertmüller (1928-2021).

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Viva la pappa col pomodoro

La cui sigla era l’altrettanto famoso brano Viva la pappa col pomodoro. 

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I musicarelli di Rita Pavone

Rita Pavone è da tempo anche un’attrice cinematografica che ha già partecipato ad una sequela di film musicali (i cosiddetti musicarelli, costruiti intorno ad una canzone di successo), come: Rita, la figlia americana (1965) con Totò (1898-1967), Rita la zanzara (1966) con Giancarlo Giannini (1942) e la regia di Lina Wertmüller; Non stuzzicate la zanzara (1967), con Giancarlo Giannini (1942) e Giulietta Masina (1921-1994), sempre per la regia della Wertmüller.

Rita Pavone

Palla (pallina) al piede

Così, nel 1968, dicevamo, la Pavone lancia il brano Palla Pallina che, inutile dirlo, è subito un successo.
Ma che diventa, complice la copertina del disco, gli articoli sui giornali e le partecipazioni tv, un gioco altrettanto fortunato. Che, a distanza di oltre 50 anni sopravvive ancora oggi, essendo tranquillamente venduto in mille versioni.

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Semplice, ma faticoso

Il gioco, che traeva origine dal balletto che accompagnava Rita Pavone nelle sue esibizioni televisive, consiste in una corda legata intorno al piede (che poi diventerà la caviglia) con all’estremità una piccola pallina colorata. L’abilità consiste nel farla girare sempre più forte saltando ritmicamente per evitare interruzioni. Con, comprensibilmente, notevole esercizio fisico.

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