1968. I Profeti interpretano i Moody Blues ne Ho difeso il mio amore, che diverrà successo de I Nomadi, ispirato ad un fatto di cronaca

Ho difeso il mio amore

La musica di Ho difeso il mio amore (1968) è quella dei Moody Blues, gruppo cult della beat generation, nel brano originario del 1967 Nights in White Satin (7′ e 37″ fondati su visioni oniriche) di David Justin Hayward (1946). Ma il testo italiano del paroliere e compositore Daniele Pace (1935-1985) – di cui abbiamo parlato come componente del gruppo irriverente degli Squallor , ha un significato completamente differente. Ed è ispirato ad un grave fatto di cronaca friulano.

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Le due principali versioni di Ho difeso il mio amore

Nonostante la versione originaria de I Profeti avesse avuto un positivo riscontro del pubblico, lo struggente Ho difeso il mio amore sarebbe diventato famoso, nello stesso anno (come detto, il turbolento 1968), nella interpretazione di un altro gruppo beat italiano: I Nomadi (oltre che dei Bit-Nik).

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Canzone per un’amica

Il cui 45 giri riportava sul lato B l’altrettanto famosa Canzone per un’amica di Francesco Guccini (1940), anch’essa, come noto, legata ad un tragico fatto: la morte di una giovane ragazza (Silvana Fontana, 24 anni), morta il 2 agosto 1966 in un incidente stradale mentre il cantautore registrava l’album Folk Beat.

In morte di S.F.

Il brano, aggiunto all’album in extremis, aveva infatti quale titolo esteso “In morte di S.F. (Canzone per un’amica)”.

Ho difeso il mio amore

Il fatto di cronaca

Il testo de Ho difeso il mio amore, come abbiamo potuto ricostruire, era ispirato ad un fatto di sangue accaduto qualche tempo prima in Friuli Venezia Giulia, a Corva di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone.

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Eccessiva indulgenza

Luogo dove, per gelosia, era stato ucciso, dal fidanzato di una giovane, il suo antagonista in amore. Circostanza che portò diverse critiche all’autore per la ritenuta eccessiva indulgenza mostrata nel testo nei confronti dell’omicida.

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Il mistero dell’8 di maggio

Anche se il richiamo del testo all’8 di maggio, giorno della Festa della mamma, avrebbe, secondo alcuni esegeti, il significato di un figlio che rivendica l’amore della madre che si era allontanata per seguire un uomo.

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Il testo

Il testo, triste, coinvolgente non sembra, tuttavia, a nostro avviso, propendere per quest’ultima interpretazione: “Queste parole sono scritte da chi non ha visto più il sole per amore di lei. Io le ho trovate in un campo di fiori. Sopra una pietra c’era scritto così: Ho difeso, ho difeso il mio amore il mio amore. C’era una data l’otto di maggio, lei era bella, era tutto per lui. Poi venne un altro, gliela strappa di mano cosa poi sia successo lo capite anche voi. Questa è una storia, che finisce così, sopra una pietra, che la pioggia bagnò. Son tornato una notte e ho sentito una voce, il grido di un uomo che chiedeva perdono”.

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