1967. Ciao Piaggio la rivoluzione a due ruote ha un nome semplice e immediato. L’alternativa alle sardomobili

Ciao

Nel 1967, la Piaggio diede il via all’era post Vespa, con un ciclomotore semplice e leggero come il suo nome, Ciao, destinato a divenire un’icona giovanile e a contraddistinguere quasi 40 anni.

Alternativa alle automobili

Il nuovo ciclomotore fu proposto con una martellante campagna pubblicitaria, apprezzata dai numerosi propugnatori del mezzo a due ruote, in contrapposizione alle sardomobili. Il termine che la Piaggio coniò fu subito adottato dai giovani per definire le scatole di latta, cioè le automobili.

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Le sardomobili

Le sardomobili furono raffigurate come pesci variopinti a quattro ruote. Celebri gli slogan adottati: “Le sardomobili non hanno più sogni. Giovane chi Ciao” o “Le sardomobili hanno fari sbarrati. Sogna chi Ciao” fino ad arrivare al più celebre: “Le sardomobili hanno cieli di latta. Liberi chi Ciao”

Ciao Piaggio1

Un veicolo semplice…

Presentato a Genova nell’ottobre 1967, il Ciao Piaggio aveva un telaio in lamiera d’acciaio, ricordava una bicicletta e come tale partiva pedalando.

… che piaceva soprattutto alle ragazze

Apprezzato in particolare dal pubblico femminile, funzionava con miscela olio-benzina al 2% ed il raffreddamento era ad aria. Fu prodotto in diverse versioni e colori fino al 2006.

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Niente sospensioni posteriori

Il Ciao Piaggio, proprio come una bicicletta, non era dotato di sospensioni posteriori: aveva un sistema di molle sotto al sellino. Il motore, nascosto dal telaio, raggiungeva la velocità di 40 km/h su strada pianeggiante.

Hai voluto il Ciao? Allora pedala…

In salita la situazione si complicava ed era necessario dare una spinta con i pedali.

ciao piaggio, sardomobili

Le personalizzazioni

Uno dei tanti elementi che caratterizzarono il ciclomotore fu la tendenza alla personalizzazione, tanto che ne circolavano numerose versioni.

Il Ciao cross

Da quelle con colori singolari a quelle completamente alterate, come il modello da cross.

Ciao Piaggio2

Vendite alle stelle

In un periodo, fra il 1965 e il 1967, in cui lo stipendio medio di un operaio si aggirava tra le 86 e le 90 mila lire, il Ciao Piaggio veniva venduto a 55 mila lire; prezzo tutto sommato abbordabile.

Facile, come dire Ciao

Facile da manovrare e parcheggiare, le vendite del Ciao schizzarono alle stelle.

“Beveva” pochissimo

E ciò complice anche lo stimolo per i ridottissimi consumi: con un litro si potevano percorrere fino a 50 km.
In quasi 40 anni di produzione con 3 milioni e mezzo d’esemplari, il Ciao è stato il ciclomotore italiano più venduto al mondo. (E.M. per 70-80.it)

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