1966. A Carosello ci sono i papallesi, abitanti tondi e senza arti del pianeta Papalla dove si fa festa 5 giorni a settimana

Papalla

A centomila anni luce dalla Terra, esiste un pianeta popolato da strani esseri tondi, dotati di occhi, ma senza gambe e braccia.
La loro tecnologia è avanti di ben duemila anni rispetto alla nostra e amano spassarsela dalla mattina alla sera. Benvenuti sul pianeta Papalla!

Il Carosello Philco

Gli esseri sferici, comparvero per la prima volta a Carosello nel 1966 per pubblicizzare gli elettrodomestici Philco. L’azienda statunitense, sulla scia del boom economico italiano aveva, infatti, inaugurato nel 1958 uno stabilimento con duemila dipendenti, situato a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo.

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Armando Testa

L’idea del pianeta Papalla e dei suoi singolari abitanti, venne ad Armando Testa (1917-1992), titolare dell’omonima agenzia pubblicitaria. A lui si deve anche la paternità di Carmencita e Caballero, i personaggi a forma di coni di gesso inventati per la campagna Lavazza.

Papalla 1

Una vita opulenta

Come Armando Testa affermò in seguito, gli abitanti del pianeta Papalla, dovevano rappresentare, con le loro rotondità (retaggio, ancora evidente al tempo, delle privazioni della II guerra mondiale), una vita ricca e opulenta, ideale per gli spot di Carosello.

Personaggi simpatici al pubblico

La conformità fisica sferica dei personaggi, poi, era l’ideale per esigenze cartellonistiche e grafiche. Trasmetteva, inoltre, un senso di simpatia e cordialità.

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La stop motion

Come per la pubblicità Lavazza, nel carosello Philco-Papalla venne adottata la tecnica del passo uno o stop motion. La macchina fotografica scatta sul set una serie di fotogrammi dei personaggi che si spostano, poi montati in sequenza.

25 fotogrammi

Il concetto dei 25 fotogrammi al secondo, usato per rendere l’idea del movimento, faceva ormai parte del cinema d’animazione. Nel caso della stop motion, il set era reale, così come i personaggi.

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Un pianeta all’avanguardia

In ogni carosello, un astro-microfono terrestre atterrava sul pianeta Papalla con l’intento d’intervistare i suoi abitanti e scoprire la loro tecnologia all’avanguardia. Come il macchinario che faceva trovare alle donne l’anima gemella.

Papalla 3

La tecnologia terrestre

Sebbene avanti di duemila anni, le invenzioni dei papallesi nulla tuttavia potevano contro quella terrestre quando si parlava del marchio Philco. La pubblicità, terminava con l’immancabile slogan: “Mia moglie aspetta un Philco!”

Papalla 2

I gadget Papalla

I personaggi della campagna Philco, in onda fino al 1972, ebbero un tale successo, da suggerire la creazione di una serie di gadget come: portapenne, ceramiche, cuscini e lampadari. Tuttora ricercati dai collezionisti. (E.M. per 70-80.it)

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