1954. Grazie al transistor gli apparecchi radio diventano tascabili, a passeggio o mentre si fa la spesa, si ascoltano musica e notizie

Transistor

La prima immagine che viene in mente pensando alle radioline a transistor, è quella del marito all’ascolto delle partite di calcio, durante la passeggiata della domenica pomeriggio, accanto alla moglie annoiata.

Le origini

Il transistor (combinazione di TRANSconductance varISTOR), nacque in America alla fine del 1947 nei Bell Laboraties, dopo una lunga ricerca condotta dal team scientifico composto da William Shockley Jr (1910-1989), Walter Houser Brattain (1902-1987) e John Bardeen (1908-1991). I tre ricevettero il premio Nobel nel 1956.

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Una vera rivoluzione

Il transistor trasformò l’apparecchio radio – all’epoca il medium di massa per antonomasia, più della tv – da elemento statico a portatile, determinando una vera rivoluzione nella storia dell’emittenza pubblica e privata.

Caratteristiche

Il transistor è un componente elettronico composto da materiali semiconduttori come silicio e germanio. Al corpo del transistor sono collegati tre terminali utilizzati per connettere il dispositivo al circuito esterno: applicando una tensione elettrica a due terminali è possibile regolare il flusso di elettroni che attraversa il transistor stesso, potendo così amplificare il segnale in ingresso.

Le prime radio a transistor

La prima radio a transistor fu la Regency TR-1, messa in commercio negli Usa nell’ottobre del 1954. Nacque da una collaborazione tra la Texas Instruments e la divisione Regency della IDEA, azienda di Indianapolis nata dall’associazione di alcuni ex dipendenti RCA. Il prezzo era di 49,95 dollari.

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La guerra fredda

La diffusione del transistor fu accolta con successo negli Usa, in pieno clima di guerra fredda. Gli americani pensavano che avrebbe favorito le comunicazioni, nel momento in cui l’URSS avesse deciso un attacco nucleare.

I modelli giapponesi

Ai numerosi modelli di radioline americane della Zenith, Royal, Emerson e General Elettric si affiancarono quelli giapponesi dopo che l’azienda Totsuko diede il via alla produzione di transistor. Il primo vero ricevitore tascabile del Sol Levante, fu il TR-63 messo in commercio dalla Sony nel 1957.

Transistor1

Il TR-610

Il modello Sony TR-610 è il più tipico esempio di radio a transistor tascabile, cui s’ispirarono tutti i modelli successivi giapponesi e non. Nato alla fine del 1958, veniva commercializzato in vari colori (avorio, rosso, nero e verde).

Il mercato italiano

In Italia fu venduto al prezzo di 35.000 lire, anche se si poteva trovare sottobanco anche a prezzi più bassi. La radiolina TR-610, alimentata da una batteria a 9V, è dotata di sei transistor, presa laterale per auricolare e rotellina della sintonia demoltiplicata mediante un sistema a funicella, ricezione a onde medie. Ne furono prodotti 437 mila esemplari ed è tuttora ricercata dai collezionisti. (E.M. per 70-80.it)

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