Anni ’70. L’ombelico scompare sotto i pantaloni a vita alta, anzi altissima. Inizia l’epoca degli eccessi e dell’oversize

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Gli anni ’70 sono un momento particolare dal punto di vista socio-culturale. Da una parte si sono affievolite le spinte utopico-progressiste dei ’60, scontratesi con le resistenze ai cambiamenti dall’alto (di quelli che si cominciano a chiamare “poteri forti”) e dal basso di una maggioranza che all’incerta certezza dei rivoluzionari di sinistra preferisce la certa incertezza garantita dalla DC.  Dall’altra, le proteste coi fiori nei cannoni hanno lasciato lo spazio a quelle in piazza, con la P38.

Dall’eskimo a John Travolta

Gli anni ’70 sono quelli dell’austerity con le targhe alterne che seguono il boom economico del decennio precedente che si pensava infinito, del movimento studentesco (del ’77) che sotto l’eskimo ha nascosto i pantaloni con le frange indiane degli hippies, more tempore trasformatisi in fricchettoni. Ma anche quelli di John Travolta e dei Bee Gees, con la febbre misurata in discoteca.

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L’ombelico si ricopre

E, come sempre, la moda traccia il comportamento sociale: l’ombelico si ricopre e la stoffa che si era ridotta a dismisura negli anni ’60 sale, fino quasi al torace, con i pantaloni a vita così alta che è necessaria un’ulteriore fascia per definirne il limite superiore.

ombelico, pantaloni

Le zeppe e i tacchi cubici

I pantaloni disegnano una figura altissima, potenziata da zeppe di 20 cm anche per gli uomini, che sovrastano tacchi cubici.

Overzise

Tutto è overzise: dagli occhiali agli anelli, dalla capigliatura, vaporosa ed eccessiva (come quella di Farrah Fawcett delle Charlie’s Angels), agli enormi colli delle camice, che fanno pendant con le tappezzerie del periodo ed anticipano il decennio successivo.
Quello colorato ed edonico degli anni ’80.
Che però è tutta un’altra storia.

 

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