Anni 50-80. Il telefono pubblico scandisce la storia italiana con i modelli che si susseguono nei decenni, fino a scomparire ai giorni nostri

telefono pubblico

Quando le utenze telefoniche domestiche non erano cosi diffuse, il telefono pubblico rappresentava l’unico modo per comunicare con l’esterno in tempi ragionevoli.

Negli esercizi commerciali

Ubicato quasi esclusivamente negli esercizi commerciali, se si doveva telefonare, ci si recava nella bottega o bar più vicino.

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Privacy

Telefonate brevi e poco intime, il rischio che qualcuno ascoltasse la conversazione era elevato.

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Le competenze telefoniche

Fino alla fine degli anni 50 il servizio telefonico era gestito da cinque concessionarie con competenza territoriale: Stipel, Telve e Timo, controllate dalla Stet (Società Finanziaria Telefonica Spa), Teti e Set dell’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale). In seguito la Stet assunse il controllo di tutte.

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Arrivano i telefoni a gettone

Bisognò attendere gli anni 60 per la diffusione dei telefoni pubblici a gettone: prima, infatti, era necessario pagare al titolare dell’apparecchio un corrispettivo anticipato o posticipato.

Telefono Pubblico3

Servizio urbano

Il telefono pubblico “prepagato urbano a comando locale”, diffuso in vari modelli, era un parallelepipedo con disco frontale nero e sul lato sinistro l’aggancio per la cornetta. Nella parte superiore si trovava la fessura per il gettone.

La sequenza

Prima si telefonava, poi alla risposta s’inseriva il gettone per abilitare il microfono. Ogni gettone consentiva cinque minuti di conversazione. I gettoni inseriti non venivano restituiti.

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Il modello U+I

Nel 1964 entrò in servizio il telefono pubblico U+I (Unificato per urbane e interurbane) contemporaneo alla nascita della Sip (Società Italiana per l’Esercizio Telefonico). Ispirato ai precedenti modelli, fra le sue caratteristiche aveva la possibilità di inserire più gettoni e di recuperarli.

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Il tasto rosso

Una volta finita la chiamata, premendo un pulsante rosso, i gettoni in eccedenza finivano in una vaschetta collocata frontalmente. U+I fu il modello che contraddistinse tutti gli anni 70 fino al 1982. Oggi è uno dei più ricercati dai collezionisti.

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Il G+M

Nei primi anni 80, assieme al modello U+I arrivò il G+M (Gettone+Moneta), con alcune modifiche rispetto al precedente. Presentava una tastiera al posto del disco. Per telefonare si potevano usare sia i gettoni – ormai prossimi all’uscita di scena – sia le monete di diverso formato.

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Il Rotor

Nei primi anni 2000 l’apparecchio fu sostituito dal Rotor di colore arancione, dotato di lettore per le schede telefoniche. (E.M per 70-80.it)

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