1977. Mina canta Ma che bontà e scatena l’ironia dei buongustai. Anni dopo il brano diventa una celebrità sui social network

Mina

Ma che bontà, ma che bontà, ma che cos’è questa robina qua. Ma che bontà, ma che bontà, ma che gustino questa roba qua. Quante volte ci è capitato di canticchiare questo simpatico e ironico motivo di Mina? (Anna Maria Mazzini, 1940)

La tigre di Cremona

Il nome di Mina soprannominata La tigre di Cremona, torna ciclicamente alla ribalta oltre che per le sue produzioni musicali mai interrotte, anche per i rumors riguardo un suo eventuale ritorno sulle scene in occasione del Festival di Sanremo.

Mina 4

Il lungo addio

L’ultima esibizione di Mina davanti al grande pubblico, infatti,  risale addirittura al 23 agosto1978.

La Bussola

Il concerto si svolse alla Bussola, il noto locale della Versilia che l’aveva vista esordire nel 1958.

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Mina con bignè

Nel 1977 la cantante pubblicò Mina con bignè, trentesimo lavoro in studio venduto assieme all’album Mina quasi Jannacci. Il disco concludeva un ciclo di sei album doppi usciti dal 1972.

Firme prestigiose

Per Mina con bignè, la cantante di Busto Arsizio si affidò a un gruppo di autori e arrangiatori d’alto livello come Cristiano Malgioglio (1945), Riccardo Cocciante (1946), Shel Shapiro (1943) e diversi altri.

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Enrico Ricciardi

Fra loro il compositore Enrico Ricciardi (1934-2019). Fu proprio lui a firmare la simpatica Ma che bontà, dove nella parte finale risalta il suono di un’ocarina.

Mina 3

La sciura ignorante

La canzone vede Mina calarsi nel ruolo di una sciura, del tutto ignorante in fatto di gastronomia (In cucina non ci entro mai, eh?).

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Ma che cos’è questa robina qua

Mina si lancia in una serie di quesiti riguardo quale sia quel tipo di pietanza, vino o gelato.

Mina 2

Simpatico epilogo

Fino ad arrivare al simpatico epilogo che spiazzò i buongustai e scatenò i loro sorrisi. E in taluni casi fece addirittura scandalo.

Successo sui social

Di recente Ma che bontà è tornata a imperversare sui social network. Ristoranti e pizzerie l’hanno utilizzata come sottofondo di ricette varie, a conferma d’aver compreso la sottile ironia di cui è permeata la canzone. (E.M. per 70-80.it)

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