1958. Short Shorts dei Royal Teens consacra la moda dei calzoncini lanciati negli anni ’30. Uno scandalo senza fine col top nel 73 coi Jesus

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Immaginate cosa sarebbe potuto accadere in una tranquilla città canadese degli anni ’30, al passaggio di due ragazze con indosso un paio di shorts: traffico impazzito, incidenti stradali, folla di curiosi. Infatti è esattamente ciò che avvenne a Toronto nel 1937…

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Fake news

In realtà, pare che le due temerarie emule della tennista Alice Marble (1913-1990), che nel 1933 si presentò in campo con un paio di pantaloncini sopra il ginocchio, fossero due modelle pagate per un servizio fotografico. Tanto ironico quanto provocatorio nei confronti di una certa mentalità dell’epoca.

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The Royal Teens

Di certo, la moda degli shorts era ben lungi dal cadere nell’oblio, ma anzi negli anni ’50 ebbe la sua consacrazione, al punto da ispirare nel 1958 la canzone di successo Short Shorts degli americani The Royal Teens, poi ripresa dalla Salsoul Orchestra nel 1977. Il brano compare anche in un episodio dei Simpson.

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L’origine del nome

Pare che il termine shorts, riferito ai jeans tagliati molto corti indossati dalle ragazze adolescenti, sia stato ideato nel 1957 da Bob Gaudio (1942) e Tom Austin componenti dei Royal Teens, che decisero di farci una canzone.

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Le dive di Hollywood

La moda degli shorts si propagò a macchia d’olio quando le dive di Hollywwod, da Marilyn Monroe (1926-1962), a Audrey Hepburn (1929-1993) e Brigitte Bardot (1934) iniziarono a indossarli. All’epoca i calzoncini avevano un taglio a vita alta e chiusura con cerniera laterale.

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Gli scandali

Questo non impedì che gli shorts, in più di un’occasione, divenissero oggetto di scandalo. Come quando, nel 1952, la cittadina di Forth Worth in Texas li vietò a causa delle numerose lettere di cittadini, che li definivano: ”Una pubblicità per l’adulterio. Una vergogna per l’umanità”.

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Arrivano gli hot pants

Negli anni ’60 sulla scia della rivoluzione sessuale, gli shorts divennero sempre più audaci, trasformandosi negli anni ‘70 in hot pants, termine coniato, secondo la giornalista Eleanor Lambert (1903-2003), dalla rivista Women’s Wear Daily. Secondo altre fonti, invece, attribuibile all’italiana Krizia (1925-2015) e all’inglese Mary Quant (1934), già inventrice della minigonna. Capo unisex, gli shorts furono indossati anche da David Bowie (1947-2016) e Elton John (1947).

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Celebrati da James Brown…

Di nuovo sul filo della musica, gli hot pants vennero celebrati anche nell’omonima canzone di James Brown (1933-2006), uscita nel 1970.

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e Raffaella Carrà

E in Italia? Chi, se non Raffaella Carrà (1943), indossandoli nel 1975, poteva farsi detentrice del primato televisivo dopo aver esibito a Canzonissima l’ombelico?

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Il pubblico pudore

Di certo l’arrivo degli shorts nel nostro paese non fu indolore. Nel 1971 a Palermo, una ragazza danese fu condotta al commissariato locale, rea di indossare capi di vestiario ritenuti offensivi per il pubblico pudore.

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La campagna Jesus

Nel 1973 altro motivo di scandalo, fu la campagna pubblicitaria degli hot pants per la Jesus, affidata a Oliviero Toscani (1942), che recitava: “Chi mi ama mi segua”, impressa su degli shorts attillatissimi messi in bella mostra.

Icona punk

Con gli anni ’80, gli shorts di pelle con borchie divennero un’icona punk. Mentre in tempi più recenti, li abbiamo visti indossati tra i tanti da Jennifer Lopez (1969), Christina Aguilera (1980) e Britney Spears (1981). (E.M. per 70-80.it)

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