Podcast di 70-80.it e Giornale Radio: oggi parliamo della clamorosa vincita del ’75 al Totocalcio e degli orologi Swatch

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Trentaduesima puntata di 70 80, il programma del week-end prodotto da Giornale Radio in collaborazione col nostro periodico. In questa edizione i giornalisti Francesco Massardo e Marco Hugo Barsotti, redattore di 70-80.it, trattano i consueti due argomenti. Che questa settimana sono: la favolosa vincita del 1975 al Totocalcio e gli orologi Chrono e Scuba di Swatch.

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La vincita del ’75 al Totocalcio

Quando le partite si svolgevano tutte in contemporanea gli italiani riponevano nel Totocalcio le loro speranze per una vita migliore. Un concorso che nel 1975 (e non nel 1993 come riportato da tutti i siti) pagava la più grande vincita della sua storia. Ben descritto dall’ideatore stesso che in un delizioso libello spiegava perché le partite su cui scommettere dovessero essere proprio 12 (e non, ad esempio, 13). 

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Totocalcio, le regole

Cominciamo con una breve spiegazione del concorso per i lettori più giovani. Si tratta di indovinare i risultati di alcune partite di calcio (inizialmente 12, negli anni 70/80 13 e infine 14). I risultati vanno scritti in apposite colonne, come si può vedere dalla schedina (quasi vincente) riprodotta qui sopra. Qui per proseguire nella lettura integrale dell’articolo originario.

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Swatch

Negli anni ’80 li consideravamo solo orologi di plastica da 50.000 lire: buoni per un regalo di compleanno al nipote, come dono alla festa di una amica bruttina o al limite come orologio di fortuna da indossare in spiaggia al fine di non danneggiare il Daytona.

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Posh

Ma, improvvisamente, nel 1990 ecco il nostro amico più posh indossare proprio uno Swatch. Stranamente grande e bello: “Cos’è?” – “Ma un Chrono!… come non ce l’hai?”.

swatch

Swatch Group 

Che poi a ben guardare potevamo anche evitare di fare tanto gli snob: fin dalla prima collezione immessa sul mercato nel 1983 gli Swatch erano orologi altamente tecnologici.

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Nicholas Hayek

Nati su progetto di Nicholas Hayek (1928-2010), per tentare di salvare l’industria svizzera dallo strapotere di Seiko, gli orologi erano stati concepiti per essere prodotti automaticamente utilizzando solo 59 componenti (contro i 91 abituali). Qui per proseguire nella lettura dell’articolo originario in forma integrale.

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