Hai vissuto appieno gli anni ’70 se tifavi per Massimo Inardi a Rischiatutto, il campione che si pensava leggesse nel pensiero di Mike Bongiorno

Massimo Inardi, Rischiatutto

Il dottor Massimo Inardi (Roma, 1927 – Bologna, 1993), medico legale e del lavoro, nel 1971-72 divenne un vero e proprio caso mediatico per aver vinto 48.300.000 lire (circa 400.000 euro di oggi), di cui 9 milioni in una sola puntata, al telequiz Rischiatutto con Mike Bongiorno.

La passione per la parapsicologia

Personaggio eclettico e di grande cultura, soprattutto legata alla musica classica del XVIII e XIX secolo (e sulla vita e le opere di Brahms), per cui infatti concorreva al quiz, si definiva uno “parapsicologo” (la parapsicologia è la disciplina che si propone di studiare con metodi scientifici tre categorie di fenomeni anomali: poteri psichici, interazione tra mente e materia e sopravvivenza alla morte).

Il dubbio di Mike che Inardi gli leggesse nel pensiero….

Proprio tale “specializzazione” esoterica (gli italiani erano particolarmente attratti dal tema anche grazie alla coincidente presenza dello sceneggiato televisivo  il Segno del Comando) indusse taluni a ritenere che la sua fenomenale bravura fosse in realtà riconducibile alla capacità di leggere nel pensiero di Mike Bongiorno.
Le illazioni sul punto furono così forti da indurre il noto presentatore a non farsi dare le risposte alle domande (demandate a Sabina Ciuffini). Inardi, più avanti, spiegò che in realtà la sua formidabile memoria non aveva nulla di paranormale, ma si basava solo sull’applicazione di mnemotecnica, di cui era esperto.

Vinco per acquistare un impianto hi-fi

Inardi, che partecipava a Rischiatutto col fine di vincere la somma necessaria ad acquistare un importante impianto hi-fi, catturò la simpatia degli italiani per la sua modestia e simpatia innata, potenziata anche dall’altruismo tipico dei medici, che esternò donando la vincita di una puntata ad un bambino con gravi problemi ai reni.

Paranormale

Grazie alla popolarità acquisita con la televisione sia a livello nazionale che europeo, Inardi divenne un divulgatore di tematiche afferenti al paranormale, pubblicando diversi libri di approfondimento sulla materia (L’ignoto in noi; Il romanzo della parapsicologia; Dimensioni sconosciute; Parapsicologia realtà contestata) e tenendo per diverso tempo una rubrica sul periodico aziendale delle Ferrovie dello Stato, Voci della rotaia.

La morte improvvisa

Sofferente di cuore, morì per un arresto cardiaco all’età di 66 anni mentre faceva rientro nella sua casa di Bologna nel 1993.

 

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