Anni 60. In tv i bambini impazziscono per il cuore tenero di Magilla Gorilla e Lupo De’ Lupis

Magilla

Magilla Gorilla e Lupo De’ Lupis, cartoni animati prodotti dalla famosa Hanna & Barbera, società di produzione fondata nel 1957 da William Hanna (1910-2001) e Joseph Barbera (1911-2006), erano animali antropomorfi dai sentimenti contrari all’indole attesa dalla loro specie. Erano, insomma, “teneri” (nel caso di Lupo De’ Lupis, “tanto buonino“).

Magilla: il gorilla che ritorna sempre

Il personaggio di Magilla Gorilla (prodotto dal 1963 al 1967) è rappresentato da un possente gorilla, dotato di una grande forza, pari solo alla sua docilità e disponibilità.

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L’abbigliamento

Il look di Magilla è caratterizzato da un cappello, un farfallino e da pantaloni sorretti da bretelle.
Il docile gorilla passa il suo tempo a mangiare banane nel negozio di animali del sig. Melvin Peebles.

Mai soddisfatti e sempre rimborsati

In ognuno dei 31 episodi della serie, Magilla viene acquistato da qualcuno (tipicamente ladri  interessati a sfruttarne la forza per entrare in una banca o da un’agenzia pubblicitaria in cerca di un mascotte per un nuovo prodotto), che finisce poi per riportarlo al negozio, chiedendo il rimborso del prezzo pagato.

Curiosità

Il campione del mondo di pugilato brasiliano Adilson Rodrigues (1958) ha adottato il soprannome di “Maguila”, in riferimento proprio al cartone animato Magilla Gorilla.

Lupo De’ Lupis, tanto buonino

Più vecchio di Magilla di 4 anni (ma finirà prima la sua carriera tv, nel 1965), Lupo De’ Lupis (Loopy de Loop) è un lupo contraddistinto da un romantico accento francese e da buoni sentimenti (si autodefinisce “Lupo tanto buonino”).

I ruoli

Lupo De’ Lupis è infatti animato dal desiderio di proteggere quella che teoricamente dovrebbe essere la sua preda: un maldestro e distratto agnellino.

L’agnellino cerca guai

Quest’ultimo, ça va sans dire, fa di tutto per cacciarsi nei guai impegnando l’intera giornata del povero Lupo De’ Lupis (spesso insieme al nipote Bom-Bom).  La cui buona fede, tuttavia, non viene mai riconosciuta, né dall’agnellino, né dal cane da pastore, Setola, che veglia su di lui.
Il povero Lupo De’ Lupis, finisce quindi sempre con il soccombere al pregiudizio che accompagna la sua specie e ad avere la peggio.

 

 

  • MCL Avvocati Associati

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