Nei caroselli degli anni ’60 i Pronipoti ci mostravano un futuro dove i robot svolgevano tutti i compiti casalinghi: apparecchiavano la tavola, tagliavano l’erba del prato e facevano perfino palestra al nostro posto. Tutte cose che, sessant’anni dopo, robot quali Optimus stanno iniziando a fare davvero. Ma c’era un compito che – almeno nei caroselli – queste macchine meravigliose non riuscivano a fare: preparare la cena.
Girrrrrmi Gastronomo
Problema risolto da un’azienda di Omegna con il Girmi Gastronomo. Anzi: il Girrrrrmi Gastronomo.

Frullo
La storia di Girmi affonda le radici nel lontano 1919 con un’azienda cooperativa chiamata La Subalpina, un nome che evoca le montagne e la solidità del Nord Italia. Nel 1954 ecco arrivare il colpo di genio: il lancio del Frullo, il primo frullatore elettrico interamente Made in Italy, ispirato ai modelli americani che stavano conquistando il mondo con la loro efficienza e velocita’.
Arriva Girmi
E poi, nel 1959 arriva il Girmi. Un successo fulminante: capace di adattarsi a ogni esigenza grazie a suoi accessori intercambiabili quali uno sbattitore per montare uova e panna con facilità, un tritacarne per preparare polpette e ragù freschi senza fatica, una grattugia per formaggi e verdure. E molto altro ancora.
Carosello
Come tanti prodotti degli anni ’60 fu Carosello a decretarne il successo.
Italo Marazzi
Un’intuizione geniale dell’agenzia Pargot con la collaborazione di Italo Marazzi (Firenze, 1933) aveva infatti associato il Gastronomo alle incredibili macchine domestiche visibili nei cartoni animati: robot volanti che apparecchiano la tavola, braccia che lavorano la maglia ai ferri, umanoidi che tagliano il prato.
Un vero robot tuttofare
E il gastronomo era un vero robot.
Le promesse
Leggiamo in una pubblicita’ trovata su un Radiocorriere di inizio anni ’60: “Girmi grattuggia formaggio e pane secco; prepara passati di verdura finissimi; macina caffe’, sale, zucchero, riso noci e mandorle. Girmi trita le verdure per il minestrone”.

Gran finale
Ma non basta: nel gran finale la pubblicita’ rincara la dose affermando che Girmi “e’ in grado di preparare minestre, pietanze e contorni, salse, frullati, dolci gelati e cocktails”.
Niente fritti
Purtroppo, da quanto leggiamo nelle pubblicita’ (anzi: reclame) del tempo, niente patatine fritte: l’idea degli Air Fryer non era ancora passata per la testa delle prolifiche agenzie di marketing milanesi.
Solo 9.940 lire
Il prezzo? All’inizio del decennio veniva proposto a 9.940 lire che attualizzate a inizio 2026 corrispondono a 36 o a 155 euro.
Non meravigli la grande differenza tra i due valori: dipende dalla tabella di conversione utilizzata e – crediamo – dal grado di comprensione di chi le ha redatte del concetto di tasso composto annuale medio di crescita dei prezzi.
Il Ricettario
Certo, Gastronomo faceva di tutto, ma quali erano gli ingredienti da usare? E in quali quantita’? Semplicissimo: per essere guidati i consumatori potevano inviare una lettera – utilizzando carta e francobollo – a Soc Subalpina – Omegna (NO).
Big data ante litteram
In cambio dell’inserimento nel database clienti avrebbero ricevuto l’eccezionale “Ricettario Girmi a Colori” e forse vincere anche un tostapane.
Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale
L’annuncio non prevedeva data di scadenza: e poiche’ l’azienda esiste tuttora (anzi, nel 2024 e’ stata iscritta al Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale) riteniamo che chi lo desidera possa tutt’ora richiederlo al nuovo indirizzo: Girmi, Via Consolare Rimini S. Marino 62 – 47924 Rimini RN. (M.H.B. per 70-80.it)



