Anni 50-60. Le pubblicità grottesche (e ridicole) che oggi non potrebbero trovare spazio. La normalità di un tempo che fa sorridere e rabbrividire

Pubblicità

Alcune terribili, altre un po’ ridicole. Sono le pubblicità del passato che oggi nessun quotidiano o rivista si sognerebbe di pubblicare. E pensare che qualche decennio fa la gente non inorridiva alla loro vista, in quanto facevano parte della quotidianità e del pensiero comune. Anche, se, va detto, ad onor del vero, oggi sul web si trovano assurdità similari, anche se con diverso confezionamento.

  • 70-80.it

Pubblicità ingannevole

Le réclame ingannevoli, hanno origini lontane, almeno fino agli anni ’60.
In assenza di un’adeguata disciplina giuridica, solo 50 anni fa le associazioni più rappresentative degli operatori del settore, diedero vita all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che stabiliva un codice di regole essenziali, a cui la pubblicità avrebbe dovuto uniformarsi.

Pubblicità1

Gli anni ‘50

Negli  anni ’50 la réclame della pastina glutinata Buitoni, grazie ai 14 grammi di acido glutamico in essa contenuto (il nome corretto è glutammico), insinuava nell’ingenuo consumatore l’idea che potesse diventare più intelligente.
In realtà, che l’acido glutammico sia coinvolto nelle funzioni cognitive del cervello è solo un’ipotesi. Anzi, se ne sconsiglia l’uso eccessivo perché causa scompensi al sistema nervoso.

Mangiate tanto burro

Che dire della pubblicità che invitava a mangiare tanto burro, perché scivoloso e toccasana per le arterie, quando oggi sappiamo che gli acidi grassi contenuti, contribuiscono semmai a intasarle?

Pubblicità2

Tintarella nucleare

Negli anni ’50 una pubblicità americana offriva per soli 3 dollari la possibilità di assistere a un’esplosione nucleare, non tenendo conto delle conseguenze derivate dalle radiazioni. Un’altra invece invitava a farsi lobotomizzare in caso di disturbi psichici di diversa natura, come se fosse un rimedio miracoloso.

  • Qui Radio Libera

L’Aperol

Nell’Italia di 60 anni fa erano decantate le proprietà curative dell’Aperol in caso di influenza, invitando a farne uso anche i bambini, preconizzando una generazione di alcolizzati.

Pubblicità3

I salami Negroni

La réclame Negroni con la donna a cavalcioni del salume, relativa al periodo ’40-‘50, è un tipico esempio di allusione sessuale, da sempre parte integrante del linguaggio pubblicitario. Rappresenta un escamotage utilizzato ancora oggi, in forma più velata, non così esplicita. (E.M. per 70-80.it)

  • MCL Avvocati Associati

 

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