1987. Robocop viene rifiutato due volte dal suo regista. Arnold Schwarzenegger assomiglia troppo all’omino Michelin e non piace alla produzione

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Sono tante le vicende che accompagnarono la nascita e la realizzazione nel 1987 del film Robocop del regista Paul Verhoeven (1938).
Com’è consuetudine di 70-80.it, siamo andati a scovare alcune delle più curiose.

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La genesi

Fra le pellicole iconiche degli anni ’80, il fantascientifico Robocop nacque dalla collaborazione fra gli aspiranti sceneggiatori Edward Neumeier (1957) e Michael Miner (1953).

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Detroit

Ambientato nella Detroit del futuro (ma girato in realtà nei sobborghi di Dallas) infestata dalla criminalità, Robocop racconta della società OCP (Omni Consumer Product) che, per sconfiggere la malavita, realizza un robot costruito sulle spoglie di un poliziotto ucciso. Il responsabile del progetto è lo junior executive Bob Morton (Miguel Ferrer,1955-2017).

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Blade Runner

Si racconta che nel 1981 Ridley Scott (1937) stava girando Blade Runner negli studios della Warner Bros a Los Angeles, situati alle spalle dell’ufficio di Neumeier che si unì ufficiosamente alla produzione. L’idea dei replicanti, gli suggerì quella del cyber poliziotto Robocop messa in pratica anni dopo.

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Psyco

Edward Neumeier s’ispirò anche a Psyco, pellicola del 1960. Tanto che, in Robocop, il poliziotto Alex Murphy (Peter Weller, 1947) viene ucciso quasi subito, proprio come Marion Crane (Janet Leight, 1927-2004) protagonista del film diretto da Alfred Hitchcock (1899-1980).

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Il casting

Le selezioni per il protagonista di Robocop durarono circa 8 mesi. Fra gli esclusi illustri Rutger Hauer (1944-2019) e Keith Carradine (1949). Altri rifiutarono perché per la maggior parte del film il volto sarebbe stato nascosto. Alla fine si scelse Peter Weller, dalle pretese economiche non eccessive.

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Arnold Schwarzenegger

Per interpretare il ruolo di protagonista in Robocop, la produzione pensò anche ad Arnold Schwarzenegger (1947) in analogia con il personaggio di Terminator (1984). Ci si accorse però che l’attore austriaco con il costume di scena indosso, a causa della sua prestanza fisica ricordava troppo l’omino dei pneumatici Michelin.

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Rob Bottin

Fa sorridere il fatto che il creatore del costume di Robocop si chiami Rob Bottin (1959). Il truccatore statunitense già famoso per gli effetti speciali de La Cosa (The Thing, 1982), s’ispiro al personaggio C-3PO di Star Wars, al robot del film Metropolis (1927) e all’automa Gort di Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still, 1951).

Robocop

 

Il costume

Ci vollero sei mesi per realizzare il costume di Robocop, composto da lattice, alluminio e poliuretano mentre il casco era in fibra di vetro. All’interno, un’imbracatura di ganci consentiva i movimenti durante le scene d’azione.

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Sette modelli

Di costumi ne furono realizzati sette, col peso che variava dagli 11 ai 36 chili. In base alle inquadrature, infatti, il protagonista ne indossava solo una parte. Peter Weller ebbe non pochi problemi a indossarlo, pesava troppo e il casco limitava di molto la visibilità.

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Weller licenziato

Per rendere fluidi i movimenti con il costume indosso, Peter Weller si esercitò a lungo con il mimo Moni Yakim. Poi a causa di un diverbio con il regista Paul Verhoeven (1938), fu licenziato.

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Lance Heriksen

Al suo posto sarebbe dovuto arrivare l’attore Lance Henriksen (1940), noto per il ruolo dell’androide Bishop in Aliens-Scontro finale (1986).Ma poiché il costume di Robocop era stato disegnato sulla figura di Peter Weller, alla fine la produzione si prodigò per farlo tornare.

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Doppio rifiuto

Il copione di Robocop fu proposto a diversi registi fra cui David Cronenberg (1943), ma nessuno accettò di dirigerlo. Lo stesso Paul Verhoeven lo rifiutò due volte definendolo shit, ma alla fine fu convinto dalla moglie.

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Satira violenta

Robocop è un film di satira politica e denuncia sociale. Negli anni ’80 le aziende americane erano molto aggressive nel settore finanziario, a causa della crescente influenza giapponese. Paul Verhoeven poi, lo arricchì di scene talmente violente da essere censurate, perché secondo lui erano divertenti.

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Il successo

Girato con un budget di 11 milioni di dollari, quell’anno Robocop ne incassò negli Usa quasi 54 milioni. Il successo fu tale che furono realizzate altre due pellicole Robocop 2 e 3 e delle serie tv. Nel 2014 uscì il reboot diretto da José  Padilha (1967). (E.M per 70-80.it)

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