1976. L’ex Beatles George Harrison condannato per plagio inconscio con My Sweet Lord del 1970

george harrison

1976. Il Tribunale di New York reputa George Harrison colpevole di aver, con la celebre My Sweet Lord, inconsciamente” plagiato la canzone He’s so fine delle Chiffons (1963) dal punto di vista melodico.
La difesa dell’ex Beatles:Mi ero ispirato a Oh Happy Day di Edwin Hawkins Singers del 1969!”.

Il periodo mistico di Harrison

My Sweet lord (1970) è probabilmente il brano più famoso di George Harrison (1943–2001), appartenente al suo periodo mistico.

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Il concetto di Dio

Estratto dall’album All Things Must Pass, il primo dell’artista dopo lo scioglimento dei Beatles, è principalmente incentrato sul concetto di Dio e sulla sua presenza. Eloquente, a riguardo, è il contemporaneo utilizzo delle espressioni Hallelujah, di uso comune nelle liturgie cristiane, e Hare Kṛṣṇa, mantra indù.

The Concert for Bangladesh

Harrison suonò My Sweet Lord al The Concert for Bangladesh dell’agosto 1971 e la canzone divenne la composizione più celebre della sua carriera solista post-Beatles.

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La causa con le Chiffons

Con l’enorme successo ricevuto My Sweet Lord finì al centro di una causa legale sul diritto d’autore che ebbe, come prevedibile, risonanza mondiale. Oggetto del giudizio civile era la somiglianza (effettivamente notevole) del pezzo con la canzone He’s So Fine del 1963, scritta da Ronnie Mack (1940-1963) per il gruppo delle Chiffons.

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Harrison colpevole di plagio inconscio

All’esito del giudizio, nel 1976, Harrison fu giudicato colpevole dal Tribunale di New York. Curiosa la motivazione della sentenza: Harrison fu ritenuto responsabile di aver “inconsciamente” plagiato la canzone di Mack dal punto di vista melodico.

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Un verdetto che fece scalpore nel mondo dell’industria musicale

Harrison fu condannato al pagamento di mezzo milione di dollari del tempo alla Bright Tunes. Egli sostenne sempre di essersi invece ispirato al pezzo del 1969 Oh Happy Day degli Edwin Hawkins Singers per la melodia della canzone.

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