1973. Gesù al Cinema: hippy, bello e rock in Jesus Christ Superstar. Non fa miracoli, ha paura e dubbi. Ed ha un amico fedele: Giuda

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Uno stupendo Gesù figlio dei fiori e della cultura degli anni ’60. Mai più così peace & love.
Trasposizione del musical omonimo di Tim Rice (1944, che curò anche i testi), Jesus Christ Superstar è un film del 1973 diretto da Norman Jewison (1926) e musicato da Andrew Lloyd Webber (1948). Il quale conseguì una nomination all’Oscar come migliore colonna sonora adattata per il cinema (tanto che il disco rimase ai primi posti delle classifiche a lungo).

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Cult sulla fiducia

Tra i primati del film c’è quello di essere riconosciuto un cult anche da parte di coloro che… non l’hanno mai visto. E una curiosità finale che pochi hanno notato…

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La trama

Il film, interamente musicale (un’opera rock), tratta degli ultimi sette giorni – dal suo ingresso in Gerusalemme fino alla Crocifissione – della vita di un Gesù (impersonato da un bellissimo Ted Neeley, 1943), messi in scena da un gruppo di hippie. E narrati dalla prospettiva di Giuda (un altrettanto spettacolare Carl Anderson, 1945-2004).

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La non divinità di Gesù che nulla toglie alla sua potenza

Il Gesù del film (e del musical) – una star del rock ormai in declino e abbandonata dai suoi stessi seguaci – è un giovane uomo adivino, alle prese con tradizionali dubbi e paure.

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Giuda fedele

Al contrario di Giuda, razionale, coerente e, soprattutto, fedele. Altrettanto umano. Il suo storico tradimento, infatti, ci sarà. Ma solo come delusione verso il suo amico prediletto. Che più non riesce a comprendere, vedendolo considerato come un Dio, mentre, allo stesso tempo, perde di vista quelli che (erano) i loro obiettivi primari.

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I Romani

Giuda ritiene infatti che in un paese come il loro, occupato da una forza straniera (la metafora dei Romani), il fanatismo possa ritorcerglisi contro.

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…. e altruista

L’amico cerca quindi di mettere in guardia il suo maestro, senza però successo. I 30 denari promessi a Giuda dai sacerdoti con la motivazione di frenare un Gesù inviluppato in una pericolosa deriva contro se stesso e gli altri, saranno destinati da lui ai poveri. Forse come una sorta di penitenza, ma anche come dimostrazione di (altro messaggio hippy) totale disinteresse verso i soldi.

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Maddalena innamorata

Terzo personaggio chiave della pellicola è Maddalena , impersonata dalla cantante Yvonne Elliman (1951), che qualche anno dopo diverrà famosa per la canzone If I can’t have you del film la Febbre del sabato sera (1977). Nel film, Maddalena è si una prostituita, ma tale aspetto è minoritario, messo in disparte dalla sua femminilità e soprattutto dal suo innamoramento per Gesù. Assente invece Maria.

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Muore e non risorge?

Come detto, il Gesù di Jesus Christ Superstar non fa miracoli, almeno nel senso letterale del termine. Tanto che, alla fine, muore sulla croce senza risorgere. O almeno questa è la tesi di numerose recensioni dell’epoca. Eppure siamo convinti che gli autori abbiano voluto suggerire che, forse, la resurrezione avesse davvero avuto luogo.

Il colpo di scena che pochi hanno notato

Vediamo perché.
Gli attori hanno dismesso i costumi e salgono sul pullman per tornare a casa. L’ultima scena – come detto – era quella di Gesù ormai morto sulla croce. Sono tutti ripartiti e la location è deserta.
Stanno per comparire i titoli e l’ultimissima immagine è la croce controluce ripresa da lontano. Il pubblico si alza per abbandonare la sala.

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Chi cammina sotto la croce?

Ma gli appassionati di titoli di coda, quello che restano fino all’ultimo notano qualcuno che cammina sotto la croce. Statura, abbigliamento e postura non lasciano spazio ai dubbi. Dev’essere Lui.

 

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Flower Power

La sintesi del film è pienamente allineata alla filosofia dei figli dei fiori: non è necessario credere per capire la differenza tra il Bene con il Male. Nessuna ingerenza dall’Alto: solo libero arbitrio guidato dalla propria coscienza e dalla Natura (in senso pieno e lato).

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Location

Il film è stato girato in Israele, intorno alle rovine di Avdat nel deserto del Negev, che sono quelle del palazzo originario dei sacerdoti. Le impalcature furono trovate in loco dalla troupe e lasciate per scelta registica.

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L’ultima cena

La location dell’ultima cena fu scelta e affittata un anno prima delle riprese. La produzione pagò un abitante del luogo perché coltivasse quel pezzo di terra per fare in modo che al tempo delle riprese ci fosse un prato circondato dal deserto.

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I jet del tradimento

I jet che volano sopra Giuda che accetta (per una ragione da lui ritenuta moralmente valida) di tradire Gesù appartenevano all’aeronautica militare israeliana. Norman Jewison chiese un permesso speciale al governo israeliano e ottenne che due piccoli caccia da addestramento passassero sopra la zona delle riprese. Jewison ebbe a propria disposizione un solo ciak.

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Il vaglio del Papa

Prima di essere distribuito in Italia, il film fu sottoposto al vaglio dell’Osservatore Romano e presentato privatamente a papa Paolo VI (Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, 1897-1978). Il quale pare ne fosse rimasto favorevolmente colpito. (M.L. e M.H.B. per 70-80.it)

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