1973. Al cinema c’è 2022: i sopravvissuti, con un mondo al collasso per surriscaldamento, inquinamento e sovrappolazione

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Gli sceneggiatori di 2022: i sopravvissuti, film del 1973 di Richard Fleischer (1916-2006) avevano correttamente intuito che determinati comportamenti avrebbero potuto mettere in crisi l’umanità nei 50 anni successivi. Anche se, poi, li avevano portato all’eccesso, finendo per andare decisamente oltre.

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Il 2022 visto dal 1973

Vediamo cosa avevano immaginato sarebbe successo nell’anno 2022.
Ne 2022: i sopravvissuti (da non confondere con la serie di due anni dopo, I sopravvissuti, di cui ci siamo già occupati), la Terra di quella che per noi è l’attualità, è distrutta dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione (lì New York ha 40 milioni di abitanti, contro gli odierni 8,5), alle prese con un clima torrido ed una monostagione (ovviamente estiva).

2022: i sopravvissuti

Futuro poco tecnologico

Le aree rurali sono desertificate e quelle urbane sono degradate, con abitazioni fastiscenti dove la mancanza di acqua e di elettricità è una costante. La tecnologia, contrariamente ad oggi, è un ricordo, così come il consumismo, a causa della mancanza di pezzi di ricambio.

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Come se non ci fosse un domani

I meno abbienti vivono in automobile o per strada, mentre i ricchi fagocitano nel lusso decadente le poche risorse, vivendo come se non ci fosse un domani (che in effetti non c’è).
Il problema maggiore, tuttavia, è il cibo: se la verdura è rara e costosa, la carne è quasi inesistente e venduta a prezzi inaccessibili.

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2022: i sopravvissuti col Soylent

L’unica risorsa sono gallette nutritive colorate, chiamate Soylent (da cui il titolo originale: Soylent Green) dichiaratamente formate da plancton (quantomeno per la versione verde). Per limitare il disastro, il governo ha legalizzato il suicidio assistito, che ha luogo nei Templi, luoghi dove la gente può recarsi a morire in un ambiente confortevole.

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I Templi

In realtà, si scoprirà nel corso del film che i Templi sono essi stessi il primo anello della catena produttiva del Soylent verde. Che non è composto da organismi acquatici, ma dai cadaveri dei suicidi.

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Due curiosità

Il film è tratto dal romanzo distopico di Harry Harrison (1925-2012),  Largo! Largo! del 1966, ambientato però nel 1999, a differenza del 101º e ultimo film che aveva tra i protagonisti, oltre a Charlton Heston (nome d’arte di John Charles Carter Evanston, 1923 -2008), Edward G. Robinson (pseudonimo di Emanuel Goldenberg, 1893-1973). Quest’ultimo sarebbe morto di cancro 12 giorni dopo la fine delle riprese, senza che nessuno del cast ne conoscesse la malattia.

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