1971. Attenti a quei due introduce il modello della fashion fiction poi esaltato da Miami Vice

attenti a quei due

Già dalla sigla (realizzata da John Barry, autore delle musiche dei film di James Bond) si comprendeva che Attenti a quei due introduceva elementi di estrema originalità nel panorama televisivo.
The Persuaders Theme è infatti contraddistinto da elementi iconici di cupa tensione (enfatizzati dall’utilizzo di uno strumento di origine araba, il qanun) che sembrano preannunciare un contenuto diametralmente opposto a quello che in realtà è di norma lo stile di Attenti a quei due, cioè ironico, dissacrante e a tratti umoristico.

La storia dei personaggi nella sigla introduttiva

La famosa introduzione, dividendo lo schermo in due sezioni (rossa e blu)  ripercorre le storie personali dei due protagonisti: Danny Wilde (Tony Curtis, pseudonimo di Bernard Schwartz, 1925-2010) e Brett Sinclair (Roger Moore, 1927-2017), dalla nascita al successo nei rispettivi ambiti sociali.

Pari livello per contratto

I titoli furono realizzati affinché nessuno dei due attori potesse avere una importanza maggiore all’interno della serie: una clausola che sia Moore sia Curtis avevano stipulato quando avevano accettato di essere co-protagonisti (curiosità: la foto del bambino Danny Wilde è una reale foto d’infanzia di Tony Curtis, mentre quella di Brett Sinclair è il figlio di Roger Moore, Geoffrey)

Innovazione

Attenti a quei due (The Persuaders), prodotto tra il 1970 ed il 1971 in Gran Bretagna e trasmesso in Italia a più riprese tra il 1974 ed il 1981 fu una serie decisamente destabilizzante rispetto alle precedenti del genere.
Basata sul contrasto tra due protagonisti completamente diversi, Daniel (Danny) Wilde, un miliardario statunitense che, cresciuto in un ambiente povero, aveva fatto fortuna con il petrolio e le speculazioni in borsa e Lord Brett Sinclair, un ricco nobile inglese dedito alla carriera sportiva ed alla bella vita (in altri termini: il sogno americano/la vita di rendita).

  • Commercio del futuro

Prologo

I due vengono in contatto in Costa Azzurra a seguito di un misterioso invito che poi comprenderanno provenire dal giudice (in pensione) Fulton (Lawrence Johnson, 1908-1992) che, anche per aiutarli ad uscire dall’oziosa ed improduttiva vita che conducono, li coopta per combattere il crimine come persuasori privati (da cui il titolo The Persuaders, che nella versione italiana perde completamente il suo originario significato).
Wilde e Sinclair, sebbene all’inizio non si sopportino, divengono presto amici e soprattutto elementi complementari nello svolgimento del proprio ruolo di giustizieri in conto terzi.

100.000 sterline a puntata

Come dicevamo in apertura, Attenti a quei due fu una serie realizzata con criteri inusuali, non solo per l’altissimo budget a puntata (100.000 sterline del tempo), ma anche perché metteva due star ad uno stadio di carriera esattamente opposto:  Tony Curtis, in declino dopo i fasti degli anni Cinquanta e Roger Moore in estasi artistica dopo il successo de Il Santo.
La presenza di Curtis, notoriamente spericolato, consentì di condurre scene di alta azione senza l’aiuto di stuntman, esaltando altresì un’altra caratteristica della serie (ripresa poi da Miami Vice): quella dell’impiego di vetture di alta prestazione che caratterizzavano la personalità dei protagonisti.

Le auto

Danny Wilde guidava infatti una Ferrari Dino 246 GT rossa con guida a sinistra, targata MO 221400 (MO è la sigla di Modena, la provincia in cui si trova la Ferrari, quando le targhe italiane avevano questa caratteristica) mentre Brett Sinclair una Aston Martin DBS gialla con guida a destra (come nella serie Il Santo il personaggio di Roger Moore ha targhe personalizzate delle sue iniziali: per Simon Templar erano “ST 1”, quelle di Brett Sinclair sono “BS 1”).

attenti a quei due

Due versioni

Molte scene di Attenti a quei due vennero girate in due versioni: la prima volta si seguiva fedelmente il copione, poi si lasciavano Curtis e Moore liberi di improvvisare.

Gli abiti

L’altra peculiarità che sarebbe stata ripresa da Miami Vice era l’attenzione per gli abiti, che numerose volte in ogni puntata cambiavano, lanciando vere e proprie mode. E il caso, per esempio, dei giubbotti con cerniera obliqua e degli stivali alti da uomo (di Danny Wilde), del foulard (Brett Sinclair) e di alcuni vezzi, come i guanti che Danny Wilde portava sempre senza apparente ragione (abitudine di Tony Curtis trasportata nel suo personaggio).

Attenti a quei due

Il fumetto (italiano)

Cavalcando il successo enorme della serie tv, in Italia, tra l’agosto 1975 e il maggio 1977, fu pubblicato un fumetto dedicato alle avventure di Danny Wilde e Brett Sinclair, intitolato sempre Attenti a quei due. La pubblicazione, con cadenza trimestrale al prezzo di 300 lire a numero, era della Editrice Cenisio, che aveva sede in via Jacopo della Quercia 14 a Milano.

Il remake

Dagli anni ’80 si è parlato più volte di un remake della serie o della realizzazione di un film, arrivando ad ipotizzare anche i protagonisti: Hugh Grant nella parte di Lord Brett Sinclair, George Clooney in quella di Danny Wilde e Michael Caine per quella del giudice Fulton. Tuttavia non se ne fece nulla, così anche come cadde nel nulla il progetto di riedizione di Attenti a quei due con Ben Stiller (Danny Wilde) e Steve Coogan (Brett Sinclair). La spiegazione data per le rinunce è che l’associazione assoluta dei due personaggi con gli attori originari non avrebbe permesso ad un remake di ripetere il successo della fiction degli anni ’70.

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