1968. Bruno Bozzetto fa la parodia dei supereroi con VIP – Mio fratello superuomo. In realtà il film è una satira feroce verso il consumismo

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Nel 1968 Bruno Bozzetto (1938), animatore, disegnatore e regista italiano già famoso per i cortometraggi sul signor Rossi (1960) e West and Soda (1965) decide di sottoporre ad una feroce satira la tendenza al consumismo potenziata dal boom economico degli anni ’60. E lo fa attraverso il film d’animazione Vip – Mio fratello superuomo.

La stirpe dei Vip

La trama del film ruota intorno alle vicende dei Vip, una stirpe di superuomini che, da tempi remoti, difendono il mondo dalle ingiustizie. La genesi dei Vip è rigida: ad ogni generazione, per preservare la specie, uno di loro deve sposare una superdonna in pericolo. Con la quale dovrà procreare il suo successore.

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La svista di Baffovip

Sennonché l’ultimo Vip, l’ingenuo Baffovip, scambia il concetto di Super sposando una cassiera di un supermercato. Circostanza che incide sui geni della particolare prole. Che, nel caso di specie, è costituita da due Vip.

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I 2 Vip

Il primo, il muscolosissimo Supervip, in regola coi crismi della specie (supervelocità, ultraforza, megavista, ecc.). Il secondo, Minivip (doppiato da Oreste Lionello, 1927-2009), limitato in tutto (è miope, debole, frustrato, timido, ha piccole ali che lo alzano appena da terra e può, al massimo, brillare di luce propria di notte). Tranne che nel cervello e nel cuore, come si vedrà.

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Il complesso di inferiorità di Minivip

Il complesso di inferiorità verso il fratello del Minivip lo spinge in analisi su una crociera dove incontrerà un leone (pure lui necessitante di assistenza psicologica). L’animale in realtà si rivelerà essere una timida studentessa di antropologia, Lisa, intenta a scrivere una tesi proprio sulla stirpe dei Vip. Sennonché, la nave naufraga sull’isola di Happy Betty.

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Happy Betty alla conquista del mondo

Quest’ultima è la regina dei supermercati (di nuovo, a sottolineare il riferimento al consumismo) HB, una donna sgradevole su una sedia cingolata al vertice di un’organizzazione segreta ideatrice di un piano per ridurre l’umanità intera ad una massa di docili consumatori. Ovviamente sarà proprio Minivip a salvare il mondo e insieme ad esso la timida Nervustrella, prigioniera e cavia di Happy Betty, di cui si è innamorato.

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I ricordi inediti di Bozzetto per 70-80.it

Minivip, secondo alcuni, era ispirato a Woody Allen (1935), di cui Oreste Lionello era doppiatore. Lo stesso Bruno Bozzetto ha però spiegato sulla pagina a 70-80.it: “In realtà la storia è più complessa. Io volevo una voce diversa ma Oreste Lionello, il doppiatore, mi disse che quella era la sua voce e quella restava. Inoltre quando feci il film Woody Allen aveva fatto solo uno o due film e non era noto, come lo è ora.

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Lionello mi fece un favore

In definitiva Lionello mi fece un favore, perché più aumentava la fama di Woody Allen e più ci guadagnava Minivip. Che, grazie agli occhiali un po’ gli assomigliava. Comunque, per la cronaca, il punto di riferimento del personaggio era l’uomo mascherato di Lee Falk, che adoravo da ragazzino”.

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