1951. Le 5 lire Delfino entrano nella vita quotidiana degli italiani. In barba al modesto valore, oggi potrebbero arricchire chi ancora le possiede

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Scorrendo a ritroso la memoria, chi è nato e cresciuto ai tempi della lira ancora ricorda la moneta con cui, nonostante il modesto valore, un tempo si potevano  acquistare almeno le gomme da masticare: le 5 lire.

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Lunga tradizione

L’origine della moneta da 5 lire risale addirittura al 19mo secolo. I primi esemplari furono coniati dalla Zecca di Firenze nel 1861 e ritraevano il Re, mentre sull’altro lato c’era inciso lo stemma dei Savoia e la corona regale.

Moneta rarissima

Chiamate Vittorio Emanuele II Unità d’Italia e realizzate anche nella  versione Stemma e Stemma Oro, queste 5 lire nel migliore stato, quello che in gergo numismatico viene definito Fior di Conio, possono valere decine di migliaia di euro.

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Le 5 lire Uva

Le prime 5 lire del dopoguerra, dal contorno rigato, con un peso di 2,5 grammi e delle dimensioni pari a 26,7 millimetri, erano riconoscibili per il grappolo d’uva inciso su un verso. L’altro. presentava invece il profilo di una donna che regge una fiaccola.

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Monete da collezione

Le 5 lire Uva coniate tra il 1946 e il 1947, possono essere valutate, se in buone condizioni, più di mille euro. Quelle delle annate successive dal 1948 al 1950, ultimo anno di produzione, solo qualche decina di euro.

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Le 5 lire Delfino

Dal 1951 in Italia le 5 lire Delfino entrarono a far parte della vita quotidiana. Su disegni di Giovanni Romagnoli (1893-1976) – che le aveva firmate – e incisioni di Pietro Giampaoli (1898-1998), si chiamavano cosi per il mammifero raffigurato su un verso, mentre l’altro presentava un timone rovesciato con la scritta Repubblica Italiana.

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L’Italma

Del diametro di 20,3 millimetri, con un peso di un solo grammo, realizzate in lega Italma (Italiano Alluminio Magnesio), le 5 lire Delfino furono prodotte in gran quantità fino al 1955. Discorso diverso per quelle dell’anno successivo.

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Il 1956

Nel 1956, infatti, la Zecca di Stato ne mise in circolazione solo poche migliaia. Se doveste averne ancora qualche esemplare, prestate attenzione perché potrebbe valere anche diverse migliaia di euro nella classificazione R2 (moneta molto rara).

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Le peculiarità

Fra il 1957 e il 1965 la produzione di monete da 5 lire fu sospesa. Gli esemplari che vanno dal 1966 al 2001, ultimo anno prima dell’arrivo dell’euro non valgono molto, a eccezione di quelli coniati nel 1969 e 1989.

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Errori di conio

Entrambi gli esemplari presentano in alcune monete degli errori di conio che ne accrescono il valore. In quelli del 1969 la prima cifra dell’anno di produzione è rovesciata, mentre quelli del 1989 di rovesciato hanno il timone inciso sul retro.

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Modesto ma non troppo

Per quanto il loro valore sia modesto, costituiscono una rarità da collezione. I primi esemplari possono valere, se in buone condizioni, circa cento euro, mentre i secondi intorno ai venti euro. (E.M per 70-80.it)

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