1979. Un anno dopo dalla prima USA, arriva in Italia Mork & Mindy, spin-off di Happy Days fuori dagli schemi che lancia il saluto a doppie dita Na No Na No ispirato a Spock!

Mork & Mindy

Mork & Mindy era lo spin-off di una doppia puntata di Happy Days (della quinta e sesta stagione, nel 1978), risultata particolarmente gradita al pubblico (come già accaduto con Laverne & Shirley). Lì  Fonzie sognava un incontro con un simpatico e bizzarro alieno, di nome Mork, proveniente, attraverso un’astronave a forma di uovo, da Ork.

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L’arrivo in Italia

La fiction Mork & Mindy debuttò in Italia un anno dopo la prima negli USA.

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Na-No, Na-No

Il successo del telefilm fu enorme, tanto in America quanto in Italia. In gran parte per merito della verve del protagonista, impersonato da un effervescente Robin Williams (1951-2014) e doppiato da Oreste Lionello (1927 -2009).

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Le battute

Esilaranti le abitudini della natura aliena di Mork (e frutto di improvvisazioni dello stesso Williams in sede di provino).  Come sedersi con la faccia sui cuscini di un divano e le gambe sulla spalliera e bere drink aspirandoli con il dito della mano.

Il saluto alla Spock

Ma, soprattutto, salutare con coppie di dita di una mano separate per poi reincontrarsi (evidentemente ispirato al preesistente saluto di Spock di Star Trek).

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La sigla

Ovviamente pronunciando la famosa espressione Na-No, Na-No, che in Italia diede anche il titolo alla fortuna colonna sonora della fiction, cantata da Bruno D’Andrea (1950).

Mork & Mindy

Mi chiamo Mork e vengo da Ork

I protagonisti della serie televisiva sono due. Mindy McConnell (impersonata da Pam Dawber, 1951), graziosa ragazza della provincia statunitense che lavora in un negozio di strumenti musicali del padre (un vedovo fiero delle proprie posizioni conservatrici) e – come detto – Mork. Quest’ultimo è un alieno umanoide arrivato sulla Terra dal pianeta Ork su una nave stellare ovoidale.

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Battute a ciclo continuo

Le sequenze di battute in ogni puntata sono serratissime e costringono il telespettatore ad un’immersione totale, come quella, attualissima: “Passeremo l’ autunno a New York. Poi… in macchina a Parigi, in primavera, a vedere le foglie che cambiano. Poi andremo in Italia, a guardare i governi che cadono…”

Mork & Mindy, Spock, Star Trek

L’alieno in soffitta

La decisamente aliena natura comportamentale di Mork (innocente come un bambino, tanto che proprio con questi va d’accordissimo), convince Mindy che il simpatico extraterrestre non potrebbe sopravvivere da solo nel nostro mondo. La ragazza decide così di ospitarlo nella propria soffitta, cercando di introdurlo agli usi e ai costumi umani.

Mork & Mindy

L’incomprensione degli umani da parte di Mork

Un lato di forza della fiction è sicuramente la contrapposizione tra la falsità umana ed il candore di Mork (“Molti terrestri si cambiano perché non credono di apparire bene agli altri, mentre il vero problema è che non appaiono bene proprio a se stessi. Peccato!”).

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Exidor

Elementi che emergono in particolare nell’interazione con altri personaggi, fra cui bambini, anziani brontoloni, immigrati clandestini ed in particolare uno stregone pazzoide di nome Exidor. Con quest’ultimo Mork sviluppa di sovente equivoci sulla natura di determinate forme di vita aliene fantasticate da Exidor.

L’equivoco biologico

Che in realtà esistono veramente e che l’extraterrestre di Ork ha conosciuto (anche se mai nella forma sostenuta dallo stregone).

Mork & Mindy

… e Orson

Lo stesso Mork, alla fine di ogni episodio, è solito effettuare un divertente resconto giornaliero attraverso contatto mentale con il leader della propria gente, Orson (di cui si sente solo la voce). Che lo ha inviato sulla Terra perché l’umorismo non è consentito sul pianeta Ork.

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Telepatia

Celebre la formula di interazione telepatica: “Mork chiama Orson…rispondi Orson”.

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