1964. La RAI trasmette Le inchieste del Commissario Maigret, che per gli italiani rimarrà per sempre Gino Cervi

commissario maigret

Le inchieste del commissario Maigret, tratto dai romanzi dello scrittore belga (di lingua francese) Georges Simenon (1903-1989), editi in Italia da Arnoldo Mondadori, furono programmate dalla RAI in ben quattro setagioni. Il che fu un primato, ai tempi.

Le quattro stagioni

La prima nel 1964-1965; la seconda nel 1966; la terza nel 1968 (la più lunga con 11 puntate). E infine l’ultima nel 1972, contraddistinta da molte riprese esterne rispetto alle prime tre, registrando sempre ascolti record (14 mln).

Come Montalbano

Come avvenuto tra la fine del vecchio millennio ed i nostri giorni con Il Commissario Montalbano.

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La mano di Camilleri

E, forse non a caso, Andrea Camilleri (1925-2019) è il punto di contatto tra le due serie, visto che quando il drammaturgo Diego Fabbri (1911-1980) propose l’idea alla RAI, fu proprio il grande scrittore italiano ad essere delegato alla produzione.

La regia di Mario Landi

Camilleri a sua volta scelse per la regia Mario Landi (1920-1992), che firmò la serie, come faceva Hitchcock (1899-1980), comparendo in passaggi di pochi secondi inseriti quasi sempre nelle sequenze delle sigle iniziali. Fu proprio Landi a selezionare Gino Cervi (1901-1974) per il ruolo del protagonista.

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L’imponenza di Gino Cervi

La potenza scenica di Cervi fu immediatamente riconosciuta come un’impersonificazione ideale di Maigret. Tanto che Simenon riconobbe in diverse occasioni che l’attore italiano, tra i diversi che avevano dato vita fisica al suo personaggio, era quello che più si avvicinava alla sua idea del Commissario.

Ma Cervi invecchiava, Maigret no

L’identificazione di Cervi con Maigret creò però anche qualche problema, soprattutto nell’ultima serie, quella del ’72, quando, nonostante tutti gli artifizi adottati, l’attore ultrasettantenne appariva troppo disallineato rispetto all’età del Maigret del romanzo (che era tra i 50 ed i 60).

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La collocazione temporale

Problema in realtà secondario, se posto in relazione al fatto che la produzione RAI non aveva avuto difficoltà a discostare temporalmente le prime due serie, ambientate intorno agli anni ’30-40 (come nei romanzi), rispetto alle ultime due. Le quali risultavano sostanzialmente contemporanee rispetto alla messa in onda.

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La signora Maigret

Il cast di personaggi famosi delle varie puntate è impressionante.
A parte la grande moglie del commissario, Henriette (che però è sempre chiamata signora Maigret, come del resto lei chiama il marito solo col cognome), interpretata da una magnifica  Andreina Pagnani (nome d’arte di Andreina Gentili, 1906-1981), alle quattro serie partecipano attori già ampiamente noti o che lo sarebbero divenuti.

 

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Tripudio di grandi attori

Parliamo di Oreste Lionello (1927-2009), Sergio Tofano (1886-1973), Gian Maria Volonté (1933-1994), Marisa Merlini (1923-2008), Arnoldo Foà (1916-2014), Ugo Pagliai (1937), Andrea Checchi (1916-1974), Marina Malfatti (1933-2016), Giuseppe Pambieri (1944), Loretta Goggi (1950) e Leopoldo Trieste (1917-2003).

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La sigla

La sigla della prima stagione, La mal de Paris, di Marcel Mouloudji (1922-1994), fu sostituita con la seconda dall’indimenticabile pezzo di Luigi Tenco (1938-1967), Un giorno dopo l’altro (cantata in francese in apertura ed in italiano in chiusura).

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Renis e Amanda

Frin Frin Frin di Tony Renis (1938) caratterizzò la terza serie di Maigret, mentre l’ultima fu contraddistinta da due brani di Amanda: Il respiro di Parigi per la sigla iniziale e Se non ci sei tu per quella finale (comparendo nel video).

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