1985. Ritorno al futuro fa viaggiare i protagonisti nel tempo a bordo della mitica DeLorean, ma inizialmente a trasportarli nel passato e nel futuro non avrebbe dovuto essere un’automobile

Specchio della speranza e del timore che gli sviluppi tecnologici prospettavano già negli anni 80, il film Ritorno al Futuro (1985) di Robert Zemeckis (1951) interpretato da Michael J. Fox (1961) nei panni di Marty Mc Fly e da Christopher Lloyd (1938), in quelli dello scienziato Emmett “Doc” Brown, è ricordato soprattutto per averci dato una DeLorean come macchina del tempo. Ma non tutti sanno che all’inizio il mezzo usato per attraversare passato e futuro doveva essere tutt’altra cosa.

Orologi folgoranti…

La sceneggiatura del film, che è spesso portata ad esempio nelle scuole di cinematografia per la sua architettura perfetta, è piena di rimandi, citazioni e simboli. Il primo di questi ovviamente riguarda lo strumento che misura il tempo. È per appendere un orologio al muro del bagno che Doc Brown  il 5 novembre 1955 scivola battendo la testa ed ha l’illuminazione che gli permette di inventare il “condensatore di flusso” che renderà possibile viaggiare nel tempo. 

Emmet Doc Brown orologio

…e orologi folgorati

Un altro orologio è quello del tribunale della città di Hill Valley, che il 12 novembre 1955, una settimana dopo la fatidica caduta, viene colpito da un fulmine che ne blocca il funzionamento. Tutti ormai sappiamo cosa è successo in quella settimana che racchiude trent’anni, ma forse non tutti sanno che trovare il veicolo che avrebbe permesso di andare avanti e indietro nel tempo non fu per gli sceneggiatori una cosa scontata.

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La macchina del tempo

La macchina del tempo del Dr. Emmett “Doc” Brown ha l’aspetto di una macchina sportiva DeLorean DMC-12. Alimentata a plutonio doveva raggiungere le 88 miglia orarie per potersi spostare, non nello spazio, ma lungo l’asse temporale.

DeLorean Marty e Doc

La DeLorean

Ricordiamo tutti le celebri parole di Marty McFlyUn momento… un momento, Doc. Ehi… Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo… con una DeLorean?” e soprattutto la risposta di Doc: “Dovendo trasformare un’automobile in una macchina del tempo, perché non usare una bella automobile?”. Eh già, perché? 

DeLorean ali di gabbiano

Portiere futuribili….

La scelta cadde sulla Delorean DMC-12 per le sue portiere dall’apertura ad ali di gabbiano e il suo corpo in acciaio inossidabile spazzolato. La macchina doveva avere un aspetto futuribile e richiamare nell’immaginario un astronave, in modo da apparire come un oggetto alieno nella scena in cui nel 1955 si schianta sul fienile della famiglia Peabody.

Una Ford?

I dirigenti Ford offrirono un pagamento sostanziale per sostituire la DeLorean DMC-12 con una Ford Mustang, ma Bob Gale (1951), co-sceneggiatore del film assieme a Zemeckis, rifiutò, poiché sarebbe venuto a mancare proprio questo aspetto.

Ritorno al Futuro frigorifero

…o portiere a tenuta termica?

In realtà inizialmente il veicolo che avrebbe dovuto trasportare i personaggi attraverso il tempo doveva essere… un frigorifero! Nella prima versione del film l’intera sequenza iniziale si svolgeva attorno ad un sito per test nucleari dai quali il frigorifero otteneva l’energia necessaria allo spostamento nel tempo.

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Il frigorifero riciclato!

Steven Spielberg (1946) ha poi riutilizzato parte di quell’idea in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, in cui il famoso archeologo si salva da un’esplosione nucleare rinchiudendosi proprio in un frigo!

Pericoloso per i bambini

Questa prima idea fu infine scartata perché ritenuta pericolosa: i bambini avrebbero potuto rimanere suggestionati e rinchiudersi nei frigoriferi di casa per cercare di riprodurre il viaggio nel tempo, con conseguenze potenzialmente pericolose. 

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Tenuta non stagna!

Di sicuro la vettura non era a tenuta stagna, in quanto per montare il “flusso canalizzatore” e tutti gli strumenti nucleari sul cofano posteriore si dovette togliere il lunotto ed esporre gli attori alla pioggia che si sommava a quella che cadeva dalle portiere aperte. 

Design Giugiaro

La DMC-12, basata sul telaio della Lotus Esprit e come questa disegnata da Giorgetto Giugiaro (1938), fu prodotta dalla DeLorean Motor Company come unico modello disponibile in gamma per un totale di 9.200 esemplari. L’auto tuttavia non riuscì a salvare l’azienda dalla bancarotta, arrivata dopo soli dieci anni di attività. All’epoca delle riprese di Ritorno al Futuro la casa era già fallita e a nulla servì la pubblicità procurata dal film.

DeLorean Ritorno al futuro

Sette DeLorean

Delle sette vetture usate nei film almeno quattro sono state distrutte o usate per i ricambi necessari ai restauri; due sono esposte agli Universal Studios Hollywood e agli Universal Studios Japan; una è in possesso di un collezionista privato.

Due fuoristrada

Le due DeLorean utilizzate in Ritorno al Futuro Parte III sono diverse dalle altre. Hanno infatti un assetto da fuoristrada per adattarsi alle scene ambientate nel Far West del 1885. Inoltre montano un motore Volkswagen.

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Motore Peugeot

Sotto al cofano della DeLorean DMC-12 originale – e delle altre utilizzate nel film – c’era invece un motore V6 a benzina di 2.849 cc e 132 CV  di origine franco-svedese. Si tratta infatti di una versione del famoso PRV (Peugeot-Renault-Volvo) utilizzato anche da Alpine, Citroen, Dodge, Talbot, Venturi e anche nelle prime due serie della Lancia Thema V6.

Perché 88 miglia all’ora?

Nonostante i fan abbiano tentato in vari modi di trovare una spiegazione scientifica alle 88 miglia all’ora (141,62 km/h) come velocità del viaggio nel tempo, la realtà è che questa cifra è stata usata nel film solo perché suonava bene. “E’ facile da ricordare” – disse Bob Gale – “Avevamo bisogno che fosse più veloce di qualsiasi limite di velocità normale e volevamo evitare che qualcuno potesse guidare una macchina a quella velocità per tentare di viaggiare nel tempo. 88 era solo un buon numero.

DeLorean cruscotto

Tachimetro modificato

Per ottemperare alle leggi USA del tempo tutte le DMC-12 avevano il tachimetro con limite a 85 mph e le auto del film furono modificate con una speciale strumentazione da 95 mph.

DeLorean Ritorno al futuro

Macinacaffè

Il dispositivo di alimentazione della DeLorean del futuro che spicca sul cofano posteriore e utilizza spazzatura per ottenere una reazione nucleare, è in realtà la parte superiore del macinacaffè elettrico Krups Coffina. Esso compare anche a bordo dell’astronave Nostromo del film Alien (1979).

Ritorno al futuro

Ritorno al passato

Nel corso degli anni la DeLorean ha annunciato a più riprese di voler rimettere in produzione l’iconico modello. Nel 2017 la cosa sembrava prossima, ma i tempi si sono allungati a causa delle normative americane che per una vettura così datata erano difficili da rispettare.

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Certificazione antinquinamento

Nel 2020 sembrava che grazie al “Low Volume Motor Vehicle Manufacturers Act” – una legge statunitense che permette ai piccoli produttori di automobili di utilizzare motori di altri marchi, per sfruttarne le certificazioni antinquinamento – la cosa si potesse finalmente fare. La DeLorean DMC-12s, questo il nome del modello, avrebbe dovuto essere dotata di tutte le ultime tecnologie.

DeLorean

DeLorean elettrica

In realtà nulla è stato ancora fatto, anche se nel gennaio di quest’anno la casa automobilistica ha pubblicato un articolo sul suo blog, con il quale sembra che voglia riportare in auge la mitica macchina del tempo in versione elettrica, in modo da superare più facilmente tutti i test di emissioni e inquinamento.

Ritorno alla macchina del tempo

Il motore di questo “reboot” sarebbe full electric, proprio come la DeLorean originale del film. Ma a differenza di quella non sarà presumibilmente alimentato né a plutonio, né a spazzatura. (A.F. per 70-80.it)

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