1985. Don’t you (forget about me): i Simple Minds diventano indimenticabili grazie a una canzone che volevano dimenticare

Don’t you (forget about me)

Nel 1985 la band scozzese dei Simple Minds godeva di un certo successo in Europa. In attività dal 1977, aveva già inciso sei album tra cui New Gold Dream (1982), in cui c’erano alcune hit suonate anche nelle discoteche. Nonostante ciò l’album successivo Sparkles in the rain ebbe un successo molto tiepido. E soprattutto il gruppo restò quasi sconosciuto negli Stati Uniti, il mercato che realmente contava. Paradossalmente la consacrazione internazionale sarebbe arrivata con Don’t you (forget about me), una canzone non realizzata da loro. E che non amavano affatto!

Colonne sonore celebri

Composta da Steve Shiff, chitarrista di Nina Hagen (Catharina Hagen, 1955) e da Keith Forsey (1948) ex batterista di Giorgio Moroder (Giovanni Giorgio Moroder, 1940) e produttore di vari artisti, tra cui Billy Idol (William Michael Albert Broad, 1955). Forsey negli anni 80 si dedicava soprattutto alle colonne sonore: tra quelle da lui composte Ghostbusters, Beverly Hills Cop II e soprattutto Flashdance, What a feeling… 

Don’t you (forget about me)

The Breakfast Club

E Don’t you (forget about me) fu scritta appunto per un film: The Breakfast Club di John Hughes (1950-2009). La trama si basa sulle personalità differenti di cinque studenti liceali che non hanno nulla in comune, se non il ritrovarsi assieme in punizione un sabato pomeriggio.

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Non dimenticarti…

Diffidenti l’uno verso l’altro, il “genio”, il “nevrotico”, lo “sportivo”, il “ribelle” e la “figlia di papà” impareranno a conoscersi e a superare i loro pregiudizi. Il film si interroga su quanto i ragazzi ricorderanno del tempo trascorso insieme e se si comporteranno in modo diverso l’uno con l’altro, a scuola, rientrando nei loro ruoli. 

Don’t you (forget about me)…

La canzone era molto più pomposa e radiofonica rispetto ai brani precedenti dei Simple Minds. Questo allontanò alcuni dei loro fan, ma diede anche una svolta decisiva alla loro carriera negli Stati Uniti, dove Don’t you (forget about me) fu il loro più grande successo.

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…rifiutata da tutti…

D’altra parte, il pezzo non fu affatto pensato per loro: Keith Forsey lo offrì dapprima a Cy Curnin (Cyril John Curnin, 1957) dei The Fixx e poi a Bryan Ferry (1945) dei Roxy Music, che la rifiutarono entrambi. La propose in seguito a Billy Idol, ma anche stavolta ottenne un rifiuto (Idol la avrebbe incisa poi nel 2001, forse pentito dell’iniziale scelta).

Don’t you (forget about me)

…anche dai Simple Minds!

Forsey, che era un grande fan dei Simple Minds, cercò di convincere allora la band scozzese a registrare la canzone, inviando loro una cassetta demo. Ma il cantante e frontman del gruppo Jim Kerr (James Kerr, 1959) inizialmente non ne volle sapere. Non gli piaceva il testo e riteneva che il gruppo dovesse incidere solo canzoni composte da loro.

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Incisa e dimenticata

Forsey insistette e partì in Scozia per convincere Kerr e gli altri del gruppo fino a che, grazie anche all’intercessione di Chrissie Hynde (Christine Ellen Hynde 1951) dei Pretenders, all’epoca moglie di Kerr, ottenne un sì. Il gruppo riarrangiò e registrò Don’t You (Forget About Me) in tre ore in uno studio a nord di Londra e – come ebbe poi a dire – se ne dimenticò immediatamente!

Il loro più grande successo…

A dispetto dell’opinione di Jim Kerr, che non riteneva questa canzone all’altezza, il brano ebbe subito un successo enorme. Arrivò al primo posto negli Stati Uniti, in Canada e in Olanda; entrò nella top ten in tutta Europa, in Australia e in Nuova Zelanda. Fu l’unico brano del gruppo a conquistare la prima posizione nella Mainstream Rock Songs, rimanendo in cima alla classifica per tre settimane.

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…incredibilmente longevo…

La canzone ha avuto una quantità incredibile di ascolti radiofonici, anche perché è stata suonata sia dalle stazioni rock che da quelle Top 40. E continua tuttora ad essere suonata dalle stazioni classic rock!

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…che i Simple Minds snobbarono a lungo!

Ma nonostante questo successo planetario i Simple Minds continuarono a boicottare la canzone che infatti non apparve nel successivo album Once Upon a Time. Solo nel 1992 venne inserita nella raccolta Glittering Prize 81/92. Ben presto diventò però un appuntamento fisso dei concerti della band e nel 2014 Jim Kerr dovette ricredersi dichiarando l’iconicità del film e della canzone per un’intera generazione.

Il video 

Il video musicale è stato diretto da Daniel Kleinman (1955). Girato in un’antica residenza nello Hertfordshire, vi si vede la band cantare in una grande stanza illuminata solo al centro, in cui vari monitor televisivi trasmettono prima immagini del gruppo e poi scene del film. Da annotare che i Simple Minds non sono mai stati molto popolari su MTV, che si era allontanata dai gruppi britannici. Fu invece la radio a rendere questa canzone un successo gigantesco negli Stati Uniti.

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Il Live Aid

I Simple Minds parteciparono proprio con questa canzone al Live Aid che ebbe luogo nello stesso anno. (A.F. per 70-80.it)

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