1983. Diva Futura, creazione di Riccardo Schicchi e Ilona Staller, avvia l’industria italiana del porno. E propone leggi in parlamento

diva futura

Nei primi anni ‘80 – esattamente nel 1983 – l’imprenditore Riccardo Schicchi (1952 – 2012) creò Diva Futura, l’impero italiano del porno in grado di rivaleggiare con le major del settore di Los Angeles.

M.A. racconta

Abbiamo avuto l’occasione di rievocare la sua incredibile avventura con uno dei principali fotografi della maison, M.A., che attualmente vive in Costa Azzurra e che ha raccontato quella avventura a 70-80.it. 

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Diva Futura 

Fondata da Schicchi e da Ilona Staller (1951), Diva Futura nacque inizialmente come agenzia di casting L’azienda evolse tuttavia rapidamente nella produzione di spettacoli teatrali e di film, nella pubblicazione di riviste e calendari e nel canale satellitare Diva Futura Channel.

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Vere dive

Gran parte delle scoperte da Schicchi sarebbero diventate delle future dive nel settore e in qualche caso non solo. Erano forse le uniche nel mercato di riferimento in Italia. Parliamo (tra le altre) di Ramba (Ileana Carisio, 1967), Barbarella (Virna Aloisio Bonino, 1963-2015) ed Eva (Éva Henger, 1972). Ma, soprattutto, di  Moana (Moana Pozzi, 1961-1994). 

M.A. racconta…

Ecco Diva Futura nelle parole di M.A. a 70-80.it.

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Ramba

Gli inizi

Ero con Riccardo fino dall’inizio e già c’erano sia Ramba che Ilona. Avevano fondato Diva Futura dopo il grande successo della trasmissione “Voulez vous coucher avec moi” in onda su Radio Luna e di alcune sue apparizioni in produzioni soft.

Con Lattuada

Ilona era già brava come attrice: aveva lavorato nel film di Alberto Lattuada “Cuore di Cane”, insieme a Cochi Ponzoni (1941) e Eleonora Giorgi (1953)Lei poi aiutava Schicchi nello scouting: trovava tante belle ragazze in Ungheria che noi facevamo venire a Roma e ospitavamo nei vari appartamenti di Riccardo.

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Talent Scout

Ma il vero talent-scout era lui: Riccardo. Basti pensare che fu lui a trovare Malù (che poi chiamavano Ramba), Moana e Baby (Maria Tamiko Pozzi, 1963). Ed Eva Henger, per la quale perse la testa e divenne poi sua moglie. Tra gli uomini scoprì Rocco (Rocco Antonio Tano, 1964), anche lui sempre li, da noi.

Il lavoro innanzitutto

Si lavorava tantissimo; possiamo dire 24 ore su 24. Anche perché Schicchi voleva sempre avere tutti attorno, come una vera famiglia siciliana. Oltre al teatro avevamo un enorme appartamento; anzi erano tanti appartamenti. E al piano sotto gli studi e i set. 

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Riccardo Schicchi

Riccardo Schicchi

Riccardo era di famiglia siciliana, ma era un tipo ribelle fino da piccolo. Gli piaceva il rischio e la trasgressione; non conosceva i consueti limiti che ci poniamo tutti. Aveva intuito; capiva al volo cosa poteva piacere.

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Ilona Staller e Ruud Gullit sul set

A supporto dello sport

E poi aveva idee geniali, come il film “Cicciolina e Moana ai Mondiali”, uscito in occasione di Italia 90. La trama raccontava delle nostre dive impegnate attivamente a sostegno della Nazionale italiana tramite operazioni mirate sulle squadre avversarie. Perfino Maradona (1960-2020) fu messo quasi KO dalle cure di Ilona e Moana.

Lo staff e le ragazze

A Diva Futura eravamo una dozzina di persone, tra fotografi manager e registi. Poi c’erano le ragazze. Quelle fisse a contratto e quelle ingaggiate per singole commesse, quali un film o un calendario.

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Attori tuttofare

Gli attori venivano convocati di volta in volta; non erano dipendenti. E neppure solo attori: venivano reclutati al mattino, ma le produzioni iniziavano tutte al pomeriggio. Così Riccardo poteva dar loro compiti vari, quali andare a far la spesa o riarrangiare i set, facendo un vero lavoro di facchinaggio. 

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Il boa, Ilona Staller (e un intruso) a RAI 2

Ilona e il boa a RAI 2

A Diva Futura c’erano animali ovunque. Innanzitutto Pito Pito, il boa constrictor di Ilona, con cui andava sul set e anche in onda sulla RAI. In realtà erano due boa che facevano il turno. Quello che non era sul set passava la sua serata in una piramide di cristallo. 

Un’organizzazione animalista

Ma a Riccardo piacevano tutti gli animali. C’erano otto gatti; una volta, di ritorno dall’Africa, portò dei camaleonti. Voleva scoprire se potevano passare dalla dogana… Poi c’erano le colombe, che a volte fungevano anche da pasto per i serpenti.

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A teatro

Il nostro teatro era il Fans Club all’Olgiata. Ma le ragazze andavano anche in tournée come al Teatrino di Milano o a Torino.  Gli spettacoli di Roma avevano qualcosa in più degli altri, erano interattivi col pubblico. Molto interattivi, come il teatro partecipativo; sai, quello che fanno a Bologna… Ma a me non piacevano, erano troppo da baraccone.

Eva Henger
Eva alla fontana di Trevi (foto Copyright M.A.)

Set notturno alla fontana di Trevi

Il mio servizio migliore? Quello alla fontana di Trevi con Eva Henger. Era una protesta per la chiusura del club. Le foto vennero benissimo. 

Parlamentare Futura

Poi c’è stata la parentesi politica. Anzi, due parentesi: la prima con Marco Pannella (1930-2016) e il Partito Radicale. Avevano una regola: niente probi viri; non potevano da statuto mandare via nessuno. Così Ilona e Moana entrarono nel partito, si candidarono e furono elette.

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A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina

I parchi dell’amore

Lavorammo sodo. Con Schicchi scrivemmo svariate proposte di legge; quella di cui sono piu fiero era sui Parchi dell’amore. In realtà era un’idea di Moana: posti dove i giovani avrebbero potuto andare senza che nessuno potesse invocare regole morali. Era una bella trovata, ma non mi pare giunse mai in aula. Che poi l’idea c’è ancora, sai? Vai a vedere: 2013, parco dell’amore di Pozzuoli. Infine cercammo anche di fondare un nostro partito, il Partito dell’amore… ma niente quorum. L’avventura politica fini lì.

Moana
Moana (Foto copyright M.A.)

Moana 

L’ultimo servizio su Moana l’ho fatto io. Ricordo… ricordo ancora la campagna, il fieno. Risento il profumo, l’emozione di quel giorno, il suo fisico statuario. Come sempre lei parlava di tutto; molto forbita; mai banale. Ma rischiava, rischiava tanto. E poi…no, non mi fare parlare della fine… Ricordiamola solare; lì, sopra tutti noi”, conclude M.A.

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Rocco ricorda Riccardo

Di Schicchi, l’imprenditore fuori dagli schemi, scrisse invece Siffredi: “Ha creduto così tanto al made in Italy pornografico, riuscendo a sdoganare tutto il mondo del porno. Andando dritto per una strada in cui credeva, anche a costo degli insulti dei benpensanti. A me fermavano per la strada per dire: “sei un figo”; a lui sberle e frasi tipo: “sei un maiale”. Era un’anima divisa in due: il siciliano di paese, gelosissimo delle sue donne e il libertino sfrenato“. (M.H.B per 70-80.it)

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