1982. La Supercar KITT antesignana delle auto a guida autonoma e dell’intelligenza artificiale prefigura un futuro ormai molto vicino

Quanto futuro c’era nel passato di Supercar? Vediamo insieme cosa ha anticipato il celebre telefilm del 1982 e cosa invece è rimasto nell’alveo della fantascienza.

Knight Rider

La serie televisiva americana Knight Rider, conosciuta in Italia come Supercar, ha debuttato nel 1982 ed è durata 4 stagioni per 90 episodi totali.

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Ambientazione futuristica

L’ambientazione futuristica, la colonna sonora synth e soprattutto l’idea di fare dell’automobile KITT un personaggio vero e proprio, l’hanno resa una serie cult, che ha conosciuto in seguito brevi revival e il cui merchandising continua ad essere rilevante. Ma quanto futuro c’era in quel passato?

KITT

L’acronimo KITT sta per Knight Industries Two Thousand e fa riferimento al nome del creatore del modello nella fiction: Wilton Knight.

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TATT

Inizialmente doveva chiamarsi TATT, ovvero Trans Am Two Thousand, dal nome del modello dell’auto, una Pontiac Trans Am, appunto.

david hasselhoff knight rider

La storia

Interpretato da David Hasselhoff (1952), il protagonista della serie è Micheal Knight, in realtà Micheal Long.

Chi era il protagonista

La sua vera identità è infatti quella di un veterano dei servizi segreti dell’esercito; mentre lavorava come detective della polizia viene catturato e abbandonato nel deserto dai suoi assalitori che pensano di averlo ucciso.

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La nascita di un uomo che non esiste

Viene invece salvato da Wilton Knight, che attraverso la chirurgia plastica gli ridà un nuovo volto (quello del figlio), delle nuove impronte digitali, una nuova vita e un nuovo nome: Michael Knight.

Supercar

Dopo la morte di Wilton, Michael ottiene l’auto futuristica da lui inventata per andare a cercare le persone che avevano tentato di ucciderlo.

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I.A. ante litteram

Inizia così il viaggio di un uomo che non esiste e che assieme a KITT, un’automobile indistruttibile e controllata da un’intelligenza artificiale, comincia una lunga battaglia attraverso la provincia americana contro “le forze del male”.

Knight, il cavaliere

Grande seduttore, Michael è un moderno cavaliere dall’armatura splendente che evita la violenza ogni volta che è possibile. Nonostante le molte avventure, egli ha amato davvero una sola donna, Stephanie Mason.

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Ranger solitario e fantascienza

L’ideatore Glen Larson (1937-2014) era noto per aver già creato le serie Galactica e Magnum P.I. In un’intervista ha dichiarato che il suo obiettivo era quello di attualizzare l’immagine del ranger solitario facendogli cavalcare un’automobile.

Mashup tra il poliziotto solitario e la fantascienza

Realizza dunque una specie di mashup tra la figura dell’eroe che combatte solo contro il crimine e la fantascienza classica.

kitt luci stroboscopiche rosse

Ispirazioni

Nella sua autobiografia Hasselhoff ha affermato che HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio è stato l’ispirazione diretta per KITT, mentre le luci stroboscopiche rosse sul muso dell’auto sono un cenno agli scanner dei centurioni Cylon nella serie Galactica dello stesso Larson.

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La voce di KITT

La voce originale di KITT è di William Daniels (1927). In italiano egli è doppiato da Adolfo Lastretti (1937-2018) – nella stagione 1 e nel finale della stagione 4 – e da Massimo Venturiello (1957).

Doppiaggio

Inizialmente la voce dell’auto doveva suonare più robotica e sintetizzata, ma Daniels insistette per rendere il personaggio più divertente e brillante attraverso un doppiaggio che gli desse una maggiore personalità e lo rendesse più umano.

Pontiac Trans Am originale
Pontiac Trans Am originale

La Pontiac Trans Am

Durante le prime due stagioni KITT si basava su una Pontiac Trans Am con corpo F e minime modifiche. Il cambiamento principale erano le luci stroboscopiche rosse che si attivavano quando l’auto interagiva con Michael, ma non c’era molto altro che la distinguesse da una normale Trans Am.

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…e le sue modifiche

Durante la produzione della terza stagione, però a KITT fu fatto un po’ di lifting. Spoiler, alettoni e nuove prese d’aria sul cofano sono solo alcune delle aggiunte estetiche che George Barris (1925-2015), creatore anche della Batmobile e della Munster Koach, ha aggiunto alla macchina.

kitt simulazione guida autonoma

L’auto che simulava la guida autonoma

Per le scene in cui KITT doveva sembrare muoversi senza conducente, Barris aveva creato una posizione di guida atta ad accogliere uno stuntman che veniva poi sistemato in un sedile speciale. Questo si trovava abbastanza in basso per evitare di essere ripreso dalla telecamera, ma sufficientemente in alto per vedere dove stesse andando.

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I modelli per i salti

Per le acrobazie più spettacolari vennero utilizzate delle Trans Am in fibra di vetro che pesavano solo 680 kg, con super-ammortizzatori e interni ridotti al minimo indispensabile.

I limiti

Ciò nonostante, solo raramente ne veniva mostrato l’atterraggio: in genere si staccava sull’interno del veicolo con Michael che sobbalzava per l’impatto. Questo perché molto spesso la parte frontale del veicolo si distruggeva toccando terra.

kitt modellino

Le miniature

La seconda stagione ha visto l’ampio uso di miniature fornite da Jack Sessums, per la maggior parte delle scene davvero impossibili come saltare sui treni, sugli elicotteri e “camminare sull’acqua”. Le miniature di KITT sono state realizzate in scala 1:8, modificate dal kit Monogram esistente in commercio della Camaro Z-28 del 1982 sulla stessa scala.

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La luce stroboscopica

La Pontiac ricevette in seguito al successo della serie tantissime richieste di clienti che volevano lo stesso modello nero con interni marrone chiaro e luci rosse sul paraurti anteriore. Anche dopo la fine della serie restarono disponibili sul mercato dei kit per aggiungere la luce stroboscopica rossa al muso delle Trans Am prodotte per il mercato.

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Cosa poteva fare KITT?

KITT era dotato di un computer con un’elevatissima intelligenza artificiale, che lo rendeva pensante a tutti gli effetti. Poteva persino provare sentimenti e stati d’animo diversi. Era in grado di parlare grazie ad un sintetizzatore vocale, di effettuare salti di decine di metri mediante la semplice pressione di un tasto, il Turbo-Boost. Poteva anche viaggiare su due ruote alla pressione di un altro tasto, lo Ski-Mode.

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Funzione Maps

Una sua speciale funzionalità che ormai non ci stupisce più era quella di poter calcolare qualunque percorso tra due località valutando la strada migliore e tenendo anche conto delle condizioni del traffico.

Indistruttibile

Grazie a una struttura molecolare rivoluzionaria aveva una carrozzeria incredibilmente resistente e riusciva a sopportare molti attacchi che normalmente distruggerebbero un veicolo. Poteva emettere delle onde radio per far inceppare i motori degli altri veicoli ed aveva decine di altre funzionalità che lo rendevano praticamente invincibile.

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E la privacy?

In barba a tutte le leggi sulla privacy arrivate in seguito, KITT poteva far uso di tutti i database americani per avere in breve tempo informazioni su chiunque. Poteva anche collegarsi a tutte le telecamere di videosorveglianza per osservare cosa accadeva nelle sue vicinanze.

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Il Super Pursuit Mode

La Super Velocità, ovvero la metamorfosi di KITT che gli permetteva di raggiungere le 300 miglia orarie (480 km/h), venne introdotta nella quarta e ultima stagione. La trasformazione nel Super Pursuit Mode è sempre mostrata con inquadrature ravvicinate, perché avveniva su un modello fermo. I motori necessari a far muovere tutti gli accessori non lasciavano infatti spazio per il motore del veicolo.

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Dove sono ora le auto create per la serie?

Per un accordo che la Universal aveva preso con la Pontiac tutte le auto KITT usate nelle serie sono state demolite. Contestualmente alla distruzione delle auto originali, George Barris realizzò delle repliche ufficiali.

Auto da museo

Due sono state vendute a David Hasselhoff. Una di queste è ora in mostra nel museo Keswick Cars of the Stars in Inghilterra, l’altra è stata messa all’asta dall’attore all’inizio di quest’anno. Alcune  sono ora esposte in musei e parchi a tema. Una restò a lungo agli Universal Studios di Los Angeles e un’altra al parco della NBC.

La sigla synth che si ispira al passato

La celebre sigla di apertura del telefilm, composto da Stu Phillips (1929) in stile synth affonda in realtà le sue radici molto più lontano. In realtà è basata su un brano del balletto Sylvia di Léo Delibes: il “Cortège de Bacchus” , dal terzo atto.

Campionamenti e suonerie

Nel corso degli anni, il brano è stato campionato da diversi artisti, tra cui Busta Rhymes (1972) e Lil’ Kim (1974). Tuttavia deve la sua longevità al suo status di suoneria. Nel 2005 la BMI ha assegnato il premio per la suoneria più scaricata al tema di Phillips (premio condiviso con quello di Mission: Impossible).

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La fine improvvisa

La serie viene interrotta alla fine della quarta stagione nel 1986 a causa di un repentino calo degli ascolti, che non riuscivano più a bilanciare gli elevatissimi costi di produzione. Ciò avvenne in modo del tutto imprevisto, in quanto l’ultimo episodio in assoluto, La spedizione maledetta, termina in modo normale senza lasciar presagire nulla.

Una nuova serie negli anni 2000?

Grazie ai buoni auspici di un episodio pilota trasmesso nel febbraio 2008, il 24 settembre dello stesso anno una nuova serie è iniziata sulla rete americana NBC, ma a causa dei bassi ascolti e delle critiche non positive, nel dicembre 2008 fu deciso di non realizzarne una seconda stagione.

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Supercar Tesla

Vero è che oggi non ha più molto senso basare storie di fantascienza su auto a guida autonoma e intelligenza artificiale, visto che la realtà sta decisamente superando la fiction: Elon Musk confida che le sue Tesla possano disporre del Livello 5 della guida autonoma e offrire un livello di sicurezza superiore a quello di un guidatore medio entro la fine del 2021. (A.F. per 70-80.it)