Tra il 1980 e il 1983 ebbero luogo due eventi che avrebbero anticipato il calcio come lo conosciamo oggi, entrambi ricordati come “Mundialito“. Due tornei alternativi ai classici organizzati dalla FIFA, creati per propagandare una nazione (il primo) o una rete televisiva (il secondo). Al centro di tutto, almeno per noi italiani, un imprenditore edile noto per aver creato la splendida Milano 2 e la TV locale Telemilano 58: Silvio Berlusconi.
Il Primo Mundialito
Andiamo in ordine di tempo. Il primo Mundialito risulta essere quello dell’Uruguay. Col nome ufficiale: Copa de Or e Campeones Mundiales si tenne in Uruguay dal 30 dicembre 1980 al 10 gennaio 1981. L’idea era semplice: invitare a giocare tutte le nazioni che avessero precedentemente vinto i Mondiali FIFA.
Sei squadre
Tra queste figurava anche l’Italia, insieme all’Uruguay, alla Germania “Ovest” (mancavano ancora nove anni alla caduta del muro di Berlino), al Brasile, all’Argentina e all’Olanda. Tutte le partite si svolsero allo Estadio Centenario di Montevideo.
Militari
Il presidente dell’associazione dei club di football dell’Uruguay era ai tempi un militare della marina. Sarebbe stato lui, si dice, a lanciare l’idea della manifestazione, al fine di migliorare l’immagine di una nazione guidata in quel periodo da una giunta militare. Ma non tutti gli storici concordano: alcuni ritengono che l’iniziativa sarebbe stata solo “non ostacolata” dai militari.
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Ancelotti
Chi vinse? Prevedibile: la nazione ospitante, proprio l’Uruguay, che in finale sconfisse il Brasile per 2-1. L’Italia invece fu sconfitta nei gironi iniziali proprio dall’Uruguay (0-2) e pareggiò 1-1 con l’Olanda. Unico gol a cura di un certo Carlo Ancelotti (1959).
TV
Affascinante la vicenda dei diritti TV dell’evento. Rifiutati dall‘Eurovisione (“troppo costosi”) vennero acquisiti in Italia da Silvio Berlusconi per l’importo – si dice – equivalente a 900.000 euro: quanto tre appartamenti di Milano 2. Ma Telemilano 58 – l’emittente di proprietà di Berlusconi – pare non avesse accesso al satellite (o almeno così raccontava la stampa). Ma soprattutto non aveva accesso alla “diretta nazionale”.
RAI
L’imprenditore non si perse d’animo: rivendette alla RAI il diritto di trasmettere in diretta le partite dell’Italia (cioè le sole due giocate).
Le altre partite, con una differita che probabilmente non preoccupava nessuno a causa della differenza di fuso orario, passarono su una nuovissima rete TV denominata “Canale 5“.
Canale 5
Canale 5, nome fresco di ideazione, era un marchio che raggruppava un insieme di televisioni locali associate, acquisite o in fase di acquisizione. Capofila Telemilano 58 che trasmetteva dal grattacielo Pirelli di Milano con studi al Palazzo dei Cigni di Milano 2 e che venne ufficialmente inaugurata l’undici novembre del 1980.

Evento Unico
Il Mundialito vide una sola edizione, la prima, senza mai diventare un evento annuale. Il che ovviamente poneva un problema alla nuova rete tv nazionale: come rimpiazzarlo?
Il Trofeo Berlusconi, altrimenti noto come Supermondiale 1981
“Tu esagera”, diceva Berlusconi ai suoi collaboratori quando si trattava di inventare un prodotto o servizio o anche solo di parlarne.
E – appunto con questo spirito – Sua Emittenza (nome affibbiatogli negli anni successivi) decise che se non lo organizzavano né gli uruguaiani né la FIFA lo avrebbe fatto lui.
San Siro
Nessun dubbio sulla location: il prestigioso stadio milanese di San Siro, che a quei tempi, prima di Italia 90, aveva una capienza di soli 70.000 spettatori. Ma quello che importava non erano tanto gli spettatori allo stadio quanto quelli a casa.
Squadre e risultati
Al primo Supermondiale venne deciso di invitare solo quattro squadre: Milan e Inter (ça va sans dire), Brasile, Uruguay e Paesi Bassi. Si impose l’Inter, mentre Evaristo Beccalossi (1956 – 2026) fu nominato miglior calciatore.
Servizio Opinioni
Quanto successo ebbe il mundialito di Canale 5? Dati ufficiali non esistono, in quanto l’Auditel avrebbe iniziato ad operare solo nel 1986. Ai tempi l’ente di ricerca sugli ascolti era monopolistico: si chiamava infatti “Servizio Opinioni RAI e operava grazie a “ben” quattro interviste giornaliere da effettuare ogni giorno per quindici giorni su un campione di 60 nominativi.
Nessun dato
A titolo di paragone, l’attuale indagine sugli ascolti radiofonici prevede di condurre 60.000 interviste in sei mesi (oltre 300 al giorno).
Se pure il Servizio Opinioni avesse fornito i dati di ascolto, questi avrebbero dunque avuto un errore campionario pari a circa il 50%.

Legacy
Il Mundialito per club ebbe una vita breve, ma il suo significato andò ben oltre la durata del torneo. Non fu semplicemente una serie di partite che riempivano un periodo morto: fu un esperimento che anticipò molti degli elementi destinati a caratterizzare il calcio dei decenni successivi, dalla centralità della televisione alla dimensione internazionale dei club, fino alla trasformazione dello spettacolo sportivo in un prodotto globale.
Un modello per il futuro
Quelle partite estive rappresentarono uno dei primi passi verso un modello in cui il calcio sarebbe diventato non solo uno sport seguito da milioni di persone, ma anche un fenomeno mediatico ed economico tra i più importanti dell’industria dell’intrattenimento.
Podcast
Qui per ascoltare il podcast dell’articolo. (M.H.B per 70-80.it)





