1968. Arriva in Italia Mafalda, la bambina contestatrice di Quino che odia la minestra. E mette in imbarazzo i grandi con le sue domande

Mafalda

Mafalda ha 6 anni, è figlia di genitori normalissimi (mamma Raquel, casalinga e papà Angel, impiegato appassionato di botanica), ha i suoi amici (il sognatore Felipe, l’arrivista Manolito, la frivola Susanita, Miguelito – che adora Mussolini – e la piccola e povera Libertà), odia la minestra (al contrario del fratellino Guille), ha comportamenti tipici di una bambina della sua età. Ma, allo stesso tempo, ha lo spirito critico di un adulto che si confronta con i problemi di attualità.

Le domande scomode di Mafalda

Protetta dalla sua età, Mafalda, attraverso l’acume del suo creatore (l’argentino Quino), affronta temi spinosi per i tempi, quali la Guerra del Vietnam, la politica USA, le tensioni con l’URSS, ma anche la fame nel mondo ed il razzismo.
Disarma gli adulti con le sue domande impossibili da gestire, fino a provocare crisi di nervi curate col calmante “Nervocalm”.

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Femminista, contestatrice, ambientalista ed un po’ hippie

Ribelle fino in fondo, la bimba, un poco hippie nei principi, diviene presto il simbolo delle femministe, ma anche dei giovani contestatori, al pari di Charlie Brown di Charles M. Schulz. I due sono infatti coetanei, anche se il loro atteggiamento nei confronti della realtà è profondamente diverso. Mafalda ed i suoi amici sono e rimangono bambini, mentre i Peanuts sono, come diceva Umberto Eco, “adulti in miniatura”.

Made by Quino

Creato dall’argentino Joaquín Lavado (1932-2020), in arte Quino, nel 1963 e pubblicato fino al 1973, il personaggio trae ispirazione da una bambina presente nel romanzo di David Viñas, Dar la cara, pubblicato nel 1962 in Argentina e, come la Linea di Cavandoli per Lagostina, nasce su commissione di un’azienda di elettrodomestici per una campagna promozionale.

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Successo latino

Nel 1970 Mafalda è pubblicata in Spagna, in Portogallo e in Brasile dove compare su una rivista di pediatria e pedagogia.

Il ’68

La striscia è pubblicata in Italia nel 1968 da Feltrinelli e l’anno successivo esce la prima raccolta intitolata Mafalda-La contestataria, pubblicata da Bompiani (la prefazione è scritta da Umberto Eco). Nel 1970 Mafalda è pubblicata quotidianamente per un certo periodo da Paese Sera, il primo di molti giornali che decideranno di ospitarne la striscia fino all’esaurimento della produzione di Quino, avvenuta nel 1973.

Dal ’73 Mafalda solo per i i diritti umani

Dopo il 1973 Quino disegnerà infatti Mafalda pochissime altre volte e solo per attività connesse alla promozione dei diritti umani.

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