Podcast di 70-80.it e Giornale Radio: oggi parliamo di Borsalino, con Jean Paul Belmondo e del Plastic City, l’alternativa italiana al Lego

Borsalino

Ventitreesima puntata di 70 80, il programma del week-end prodotto da Giornale Radio in collaborazione col nostro periodico. In questa edizione i giornalisti Francesco Massardo e Massimo Lualdi, direttore di 70-80.it, trattano i consueti due argomenti. Che questa settimana sono: la scomparsa di Jean Paul Belmondo, che analizziamo nel capolavoro del 1970 Borsalino, e la storia del Plastic City, competitor italiano del Lego.

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Borsalino

Jean Paul Belmondo (1933-2021), attore francese con avi italiani (nonni piemontese e siciliana), nel 1970, dopo numerose pellicole di pregio che ne hanno sottolineato l’estrema bravura, raggiunge l’apice con Borsalino, dividendo la scena con Alain Delon (1935). Col quel film (che si classificherà al 7º posto posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1970-1971), il viso di Belmondo sarà definitivamente incorniciato come quello del brutto più affascinante del cinema francese.

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Roch Siffredi

La trama del film (il cui nome evidentemente si ispira alla celebre marca di cappelli che i protagonisti indossano) si svolge a Marsiglia, nel 1930, dove il gangster Roch Siffredi (Alain Delon) – nome a cui si ispirerà per l’adozione del celebre pseudonimo Rocco Siffredi l’attore porno Rocco Antonio Tano (1964) – uscito prima del termine della condanna dal carcere per buona condotta, appura che la sua donna, Lola, (Catherine Rouvel, 1939) convive ora con un altro criminale, François Capella (Belmondo). Qui per leggere l’articolo integrale.

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Plastic City

La Italo Cremona, a dispetto del nome, non era un’azienda con sede nella famosa città del Torrone. Il nome derivava infatti dal suo fondatore: Italo Cremona (1891-1946), che l’aveva costituita nel 1922 a Gazzada Schianno (Varese).

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Gli inizi della Italo Cremona

Inizialmente la produzione riguardava la materia celluloide. Solo negli anni 30 l’azienda avrebbe affiancato quella che per tutta la sua vita, ancorché a fasi altalenanti, l’avrebbe caratterizzata: la produzione di occhiali da sole.

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Dagli occhiali ai giocattoli

Al termine del conflitto (durante il quale l’azienda aveva lavorato per l’esercito, realizzando articoli da toilette), la Italo Cremona cominciò a virare verso la realizzazione di giocattoli (in particolare bambole). La svolta definitiva arrivò nel 1960 con l’ideazione e la commercializzazione del famoso Plastic City, una scatola di costruzioni che avrebbe interessato la Italo Cremona per un ventennio. Qui per leggere l’articolo integrale.

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