Chi pensa che rave illegali, smiley e acid house siano fenomeni degli anni 2000, ha la memoria corta: c’è stato un momento, alla fine degli anni ’80, in cui milioni di giovani britannici smisero improvvisamente di identificarsi con il rock tradizionale, con il pop sintetico e persino con le vecchie rivalità tribali del decennio precedente.
Quel momento prese il nome di Second Summer of Love (oltre venti anni dopo la prima Summer of Love di San Francisco) e coincise con l’esplosione dell’Acid House, dei rave clandestini e di una nuova cultura notturna destinata a influenzare tutta l’Europa, Italia compresa.
La Second Summer of Love
Il fenomeno si sviluppò principalmente tra il 1988 ed il 1989 nel Regno Unito, oltre 20 anni dopo la celebre Summer of Love degli hippies a San Francisco, ma i suoi effetti continuarono per anni, gettando le basi della club culture moderna, della musica dance contemporanea e persino di un diverso modo di vivere la socialità giovanile.
Dall’Ibiza libertaria alla rivoluzione inglese
Tutto iniziò quando alcuni DJ britannici, tra cui Paul Oakenfold (1963), Danny Rampling (1961) e Nicky Holloway (1963), scoprirono durante soggiorni a Ibiza il mix tra musica house americana, atmosfere psichedeliche e consumo di MDMA che stava incendiando i club dell’isola spagnola. Tornati a Londra, importarono quel modello nei locali inglesi, creando serate che sarebbero presto diventate leggendarie.
Shoom
Il club Shoom, aperto nel 1987 da Danny Rampling, viene spesso indicato come uno dei luoghi simbolo della nascita dell’Acid House britannica. Nebbia artificiale, bassi ossessivi, luci strobo e un clima collettivo quasi mistico sostituivano completamente l’estetica patinata e aggressiva degli anni Ottanta thatcheriani.
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Lo smiley diventò il simbolo di una generazione
Se il punk aveva avuto la spilla da balia e la cresta colorata, la Second Summer of Love ebbe invece lo smiley giallo, destinato a diventare uno dei simboli grafici più riconoscibili della cultura rave. Quel faccino sorridente rappresentava un’idea nuova di aggregazione: pace, empatia, libertà, annullamento delle differenze sociali. In un’Inghilterra segnata dalla disoccupazione e dalle tensioni del tardo periodo Thatcher, i rave sembravano offrire una via di fuga collettiva.
Acid House
Molti osservatori dell’epoca notarono come nei party Acid House convivessero tifosi rivali, studenti, operai, artisti e giovani provenienti da contesti completamente differenti. Per alcuni mesi sembrò davvero possibile abbattere le barriere culturali e territoriali che avevano caratterizzato il decennio precedente.
La musica che cambiò il modo di ballare
La colonna sonora della Second Summer of Love era l’Acid House, derivazione ipnotica della house music di Chicago caratterizzata da bassline sintetiche, loop ripetitivi e ritmiche martellanti. Brani come Jack Your Body di Steve Silk Hurley (1962) aprirono la strada a un linguaggio musicale completamente diverso rispetto al pop radiofonico tradizionale.
Cambia il d.j.
Da quel momento il d.j. cessò di essere semplice intrattenitore per diventare protagonista assoluto della serata. La pista non era più il luogo della performance individuale, ma uno spazio collettivo in cui perdersi dentro ritmi continui, spesso per intere notti.
Dai club ai rave illegali
Nel giro di pochi mesi il fenomeno uscì dai club londinesi per trasferirsi in capannoni abbandonati, magazzini industriali, hangar e campagne isolate. Nacquero così i rave illegali, organizzati attraverso volantini criptici, passaparola telefonici e punti di ritrovo segreti. Migliaia di ragazzi percorrevano chilometri in automobile per raggiungere location sconosciute dove si ballava fino all’alba. Era una cultura parallela, sotterranea, spesso in aperto contrasto con le autorità. I media britannici iniziarono presto a descrivere il movimento come una minaccia sociale, soprattutto per la diffusione dell’ecstasy e per l’impossibilità di controllare eventi che attiravano folle enormi.
L’inizio della repressione
Con l’aumento dei rave, crebbe anche la pressione delle forze dell’ordine. Tra il 1989 ed il 1990 la polizia britannica intensificò i blitz contro i party clandestini, culminando poi nel celebre Criminal Justice and Public Order Act del 1994, legge che prese esplicitamente di mira i raduni caratterizzati da repetitive beats. Fu il tentativo di fermare un fenomeno che stava diventando enorme e incontrollabile. Ma ormai il seme era stato piantato.

L’eredità culturale della Second Summer of Love
La Second Summer of Love non fu soltanto un episodio musicale. Fu un gigantesco cambiamento culturale che influenzò moda, linguaggio, design, grafica, radio, televisione e perfino il concetto stesso di aggregazione giovanile. Da quell’esperienza nacquero generi come hardcore, jungle, drum’n’bass e UK garage, mentre la figura del DJ acquisì progressivamente uno status quasi rockstar.
Corsi e ricorsi
Anche oggi, a quarant’anni di distanza, l’estetica rave continua a riemergere ciclicamente nella moda e nella musica elettronica contemporanea. Mostre, documentari e ricostruzioni immersive testimoniano come quell’ondata culturale venga ormai considerata un passaggio storico fondamentale della cultura pop europea. Per molti ragazzi del 1988 non fu semplicemente una stagione musicale. Fu il momento in cui la notte smise di essere soltanto divertimento e diventò esperienza collettiva, identità generazionale e ricerca di libertà assoluta.
Podcast
Qui per ascoltare il podcast dell’articolo. (M.L. per 70-80.it)





