1982. Alan Parsons Project celebra la sua apoteosi con Eye in the sky. Avvertimento verso il Grande Fratello di Orwell o tributo all’esoterismo?

eye

Eye in the Sky è probabilmente il pezzo più famoso del gruppo The Alan Parsons Project. Cioè la band fondata da Alan Parsons (1948), musicista, produttore discografico, cantante, ingegnere e tecnico del suono britannico. Il brano è estratto come singolo dall’album omonimo del 1982.

Il significato

Sul significato del pezzo (titolo, testo ed immagine della copertina) si è molto dibattuto.

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Grande Fratello: spiegazione più immediata di Eye in the sky

L’esegesi più accreditata è ovviamente quella del riferimento al Grande Fratello del romanzo di George Orwell (1903-1950), 1984 (scritto, lo ricordiamo, nel 1949). Lì il futuro è visto come condizionato da un potere assoluto, in grado di inibire ogni scelta individuale attraverso un costante monitoraggio visivo dei singoli comportamenti.

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Woolfson affascinato dalla videosorveglianza

L’autore e cantante del pezzo, Eric Woolfson (1945-2009), passava molto tempo fra casinò e centri commerciali. Letteralmente affascinato dai sistemi di sicurezza e dalle telecamere nascoste da cui avrebbe tratto l’ispirazione del titolo del famoso brano.

Eye in the sky

Sirius

Il quale aveva un’altra inedita caratteristica: quella di essere preceduto da una introduzione strumentale di quasi due minuti, con denominazione autonoma (Sirius).

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La spiegazione esoterica

In realtà, una corrente minoritaria attribuisce al testo un’interpretazione diversa. E lo fa partendo dalle parole  «Io sono l’occhio nel cielo/che ti osserva/posso leggere nella tua mente/sono colui che detta le regole/ che stringe accordi insani/posso ingannare te, cieco/e non ho bisogno di vedere oltre/ per sapere che/posso leggere nella tua mente/posso leggere nella tua mente»).

Horus

Ma, soprattutto, dall’emblematica copertina che raffigura il dio egizio con testa di falco, Horus, figlio di Iside e Osiride.

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L’amuleto di Horus

L’amuleto di Horus (il cui significato è «essere sano») veniva generalmente posto all’interno dei bendaggi che avvolgevano il corpo del defunto, in quanto simboleggiava la rigenerazione. Sul piano grafico, il dio egizio è rappresentato da un occhio sovrastato dal sopracciglio e sotto da una spirale. Che richiama il tratto residuo del piumaggio del falco di cui Horus assume le sembianze.

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Significato esoterico

Sul piano esoterico, Horus rappresenta un ruolo chiave nella dottrina del moderno satanismo, che trova nel magista inglese Aleister Crowley (1875-1947) la sua creazione.

Horus, Eye in the sky

Il Libro della Legge di Crowley

Secondo tale cultura, nel 1904 al Cairo, Crowley ricevette, per via di evocazione medianica, il Liber al vel Legis (o Libro della Legge), in cui veniva annunciato l’avvento di una Nuova Era. Cioè l’Eone di Horus, iniziata con l’«Equinozio degli dèi» di quell’anno e destinata a durare duemila anni. Per la scuola di Crowley, Horus era dunque il «messia» del nuovo mondo che avrebbe soppiantato il cristianesimo.

Children of the moon

A suffragio di tale riferimento, i sostenitori della tesi esoterica che avrebbe ispirato The Alan Parsons Project richiamano l’altro brano contenuto nell’album Eye in the Sky: Children of the MoonFigli della Luna»), a sua volta un riferimento a Crowley.

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Moonchild

Quest’ultimo, in effetti, aveva scritto un libro intitolato Moonchild («Figlia della Luna») nel quale descriveva la creazione di un homunculus (il golem della Cabala ebraica), altrove tratteggiato come «un essere vivente che rassomiglia a un uomo e possiede quelle qualità dell’uomo che lo distinguono dalle bestie, vale a dire l’intelletto e la capacità di parola, ma che non è procreato né dato alla luce come gli umani, e non è abitato da un’anima umana».

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